Il Senato approva il decreto scuola. Maturità in classe, alle primarie via ancora i voti

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di Laura Aresi – E’ stato approvato al Senato nel pomeriggio di oggi 28 maggio 2020 il Decreto Scuola che da tempo sta facendo discutere senza posa tutti gli attori del movimentato palcoscenico dell’istruzione italiana.

Gli argomenti chiave sono molteplici. Prima fra tutti, e più rovente che mai, la questione dello svolgimento degli esami di stato dell’emergenza 2020 e la valutazione degli studenti non impegnati negli esami di maturità: Azzolina non cede sulla questione degli esami da svolgersi massimamente in presenza, benché si possa derogare in caso di quadro epidemiologico locale ancora critico o infrastrutture scolastiche non idonee alla gestione degli esami secondo le normative emergenziali.

Per questo la titolare del dicastero di via Trastevere è da settimane sotto scacco dei sindacati e della stessa task force tecnico – scientifica che più che un sussidio pare un commissariamento del Ministro medesimo.

A seguire, il decreto riguarda i giudizi descrittivi alla scuola primaria che dall’anno prossimo sostituiranno nuovamente nell’eterno balletto i voti numerici, le tutele agli alunni con disabilità – si apre alla “possibilità di reiscriverli allo stesso anno di corso per recuperare il mancato conseguimento degli obiettivi didattici”.

Novità anche per i privatisti, ossia per coloro che si presenteranno a settembre a sostenere l’esame di maturità. Costoro, in attesa di conseguire il diploma, potranno partecipare con riserva alle prove di ammissione ai corsi di laurea e a procedure concorsuali pubbliche, selezioni e procedure di abilitazione che prevedano il possesso del diploma di II grado.

Poteri speciali ai sindaci in materia di edilizia scolastica e ai presidenti di provincia (solitamente questi ultimi hanno le pertinenze delle scuole superiori) per velocizzare gli interventi di recupero e di ristrutturazione di immobili entro la riapertura del prossimo anno scolastico: questo punto sta particolarmente a cuore ad Azzolina, la paladina del dimezzamento delle classi pollaio, del raddoppio del corpo docente e del recupero di spazi interni ed esterni per una nuova scuola più a misura di studente.

Infine, il balletto dei precari e dei supplenti si risolverà, per i primi, con una modifica sostanziale del concorso straordinario di abilitazione alla scuola secondaria di I e II grado: la prova a crocette sarà sostituita da una prova con quesiti a risposta aperta che si svolgerà sempre al computer: le prove si svolgeranno non appena le condizioni epidemiologiche lo consentiranno. Per i secondi, la novità consiste nella provincializzazione delle graduatorie e nella loro digitalizzazione: obiettivo, velocizzare l’assunzione dei supplenti.

Ora la parola passa alla Camera dei Deputati: se il voto sarà positivo, il Decreto – anticipato dalle ultime ordinanze ministeriali, a loro volta anticipate da infinite bozze, apparizioni mediatiche, tavoli di trattative estenuanti con sindacati, rappresentanti di consulte studentesche, il comitato di tecnici a sorveglianza di tutto – diventerà legge entro il 7 luglio.

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