Il liberismo ha fallito. Il Capitalismo non è sempre una grande conquista

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di Sergio Bianchini – Nel suo lungo e piacevole racconto della storia cinese Federico Rampini salta completamente due secoli, dal 500 al 700, importantissimi per il rapporto Europa Cina e in particolare per la Chiesa cattolica, la Spagna e il Portogallo che per prime viaggiarono in oriente. Non si parla minimamente della vicenda speciale del nostro gesuita marchigiano Matteo Ricci che nel ‘500 arrivò in Cina con i portoghesi e lì rimase fino alla morte lasciando tracce profonde e insegnamenti ancora attuali per il rapporto occidente Cina.

La narrazione di Rampini (https://youtu.be/J-cp9ARkBeM) è buona ma non sfugge ai clichè consueti dell’occidente che, anche in buona fede, non comprende la Cina e l’Asia. Per Rampini in Cina c’è il “capitalismo” ma i cinesi lo negano e parlano di socialismo di mercato. Per Rampini capitalismo e democrazia, cioè i due valori chiave dell’ occidente a guida americana, sono il punto di arrivo ineluttabile del progresso umano. 

Il discorso del rapporto tra socialismo e mercato si aprì già in URSS negli anni ‘20 e famosa è la NEP negli anni di Lenin.

Fu poi ripreso il centralismo con la pianificazione economica totale in quel processo che viene chiamato dello stalinismo.

Ma anche ai tempi di Gorbacev i termini teorici del problema socialismo e mercato si posero senza però trovare una collocazione concreta nel tempo e nella realtà sovietica.

Dopo Mao e il suo fallito tentativo di rilancio assolutamente centralistico e volontaristico dell’economia Teng Xiao Ping iniziò una nuova via basata su sperimentazioni territoriali limitate con la successiva generalizzazione dei buoni risultati e delle competenze. Da 40 anni la cosa funziona e lo stato centrale va in giro a fare esperimenti che poi riassume e generalizza. I cinesi lo chiamano socialismo di mercato, dove il potere statale a guida socialista garantisce e stimola gli investimenti anche esteri di alto contenuto finanziario(capitalistici) ma protegge e stimola anche piccole e medie imprese ed anche l’iniziativa economica individuale e familiare.

Loro dicono che l’occidente è in crisi perchè preda di troppi antagonismi che si paralizzano a vicenda e che loro non comprendono essendo orientati a dare grande valore all’armonia e alla composizione, ordinata, degli interessi.

Lo studio onesto e spassionato dell’esperienza sovietica e cinese nel mondo degli ultimi cento anni rivela la caducità del teorema liberista.

L’idea  che capitalismo (cioè imprenditori al potere) e libertà di espressione mediatica siano i marchi del futuro non regge.

Non sono un fondamento sufficiente per garantire stabilità e sviluppo armonico della società. Non sono più il faro del mondo e non sono più sostenibili nemmeno in occidente.

In mancanza di uno sviluppo sociale impetuoso i due cardini del liberismo occidentale possono persino divenire un ostacolo alla risoluzione dei problemi perchè implicano governi e stati deboli mentre proprio la modernità prodotta dalla rivoluzione industriale richiede oggi governi e stati molto forti ed efficienti.

Come sarà la società futura dipende anche da tutti noi. Noto comunque che la decantata democrazia a due teste ( potere in mano ai ricchi con libertà di espressione e di rissa permanente, governi e stati deboli) ormai non è più amata nemmeno in occidente.  Infatti nei paesi occidentali il 50% dei cittadini non va più a votare ed i sistemi elettorali devono inventarsi continui artifici per rendere legale un potere di governo gestito da  minoranze. Lo scontro destra sinistra è sempre più forte e distruttivo e si avverte sempre più la necessità di un livello superiore di valutazione, di gestione e orientamento.

La presenza sempre più grande della magistratura nelle controversie politiche e sociali è una prova del discorso ma non si intravede ancora una composizione equilibrata delle esigenze. Il problema della democrazia non è dunque solo cinese ma anche occidentale. E’ un problema mondiale che andrà, assieme a tutti gli altri, risolto col tempo, l’esperienza e la buona volontà delle persone oneste.

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