Il bombardamento su Reggio Emilia. La verità secondo il libro di Tadolini, Communists

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di Roberto Gremmo – Durante l’ultimo conflitto, uno degli uomini di fiducia di Togliatti avrebbe chiesto di agli americani di bombardare una città emiliana per danneggiare i tedeschi e spargere il panico fra la popolazione civile.

Questo tipo di messaggi, sicuramente criminali e scellerati, sono stati in passato al centro di dispute feroci e di roventi polemiche e talvolta si e’ fatto fatica a credere alla loro esistenza. Tanto che il povero Giovannino Guareschi fini in galera nel 1954 per non essere riuscito a provare l’autenticità d’una presunta missiva spedita nel 1944 da De Gasperi agli Alleati chiedendo “azioni di bombardamento” sulla periferia di Roma, pubblicata incautamente sul “Candido”.

Del resto, all’opinione pubblica pareva davvero assurdo ed incredibile che un antifascista italiano sollecitasse delle azioni che portavano a morte migliaia di incolpevoli connazionali.   Tuttavia, uno storico controcorrente e coraggioso ha scovato degli scottanti documenti. Scavando fra migliaia di carte dimenticate, Luca Todolini ha trovato negli archivi dell’Istituto di storia della resistenza di Reggio Emilia uno scabroso carteggio fra il disciplinato togliattiano Didimo Ferrari detto “Eros” con il suo compagno Miro Cocconi dove si ammetteva apertamente e cinicamente di aver già avvertito via radio i comandi americani di essere pienamente d’accordo “affinché facciano un bombardamento a tappeto su Ciano” sperando che “radessero al suolo” la città emiliana. Da non credere. Eppure il documento, pubblicato anche con foto dell’originale nel libro “Communists” edito all’insegna del Veltro di Parma (pag.260, euro26) getta più di un’ombra sulle forze che agirono nella lotta di liberazione.

Oltre a documentare questa pagina nera, il prezioso studio di Luca Tadolini svela l’esistenza per tutta la guerra di una vera e propria infiltrazione di agenti dello stalinismo nei gangli più segreti ed attivi dello spionaggio americano, inquinandone la genuinità dell’azione, a tutto favore dei comunisti. Questa connivenza occulta pilotata dalla Russia di Stalin doveva favorire la crescita in Italia nel movimento partigiano soprattutto delle forze egemonizzate dal partito di Togliatti, danneggiare le forze antifasciste davvero democratiche e alla fin fine ostacolando lo sviluppo di un autentico movimento di liberazione.

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