Gran Bretagna, Spagna e Norvegia, telefonini vietati a scuola. In Italia scoppierebbe la “guerra civile”

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Bambini dotati di cellulare già a 7-8 anni. Nativi digitali che vivono nel telefonino e che ne fanno uso anche a scuola, in classe, come fosse un compasso. Ma quando nuoce al processo didattico il telefono? Tantissimo. Tanto che il governo Tory di Boris Johnson intende imporre un divieto totale sull’uso dei telefonini da parte di bambini e ragazzi nelle scuole britanniche.

Se un simile annuncio fosse arrivato in Italia cosa sarebbe accaduto? Sarebbe “scoppiata” una guerra civile?

A dare l’annuncio della imminente restrizione è stato ministro dell’Istruzione, Gavin Williamson. Secondo Williamson, l’ossessione dei cellulari ha “effetti dannosi” sul rendimento scolastico, sul benessere e talora sulla stessa salute mentale dei piu’ giovani.

Anche se la decisione sarà concordata con le autorità scolastiche, il ministro come riporta il Times – è deciso comunque ad andare avanti. Alcuni sindacati d’insegnanti, più vicini all’opposizione laburista, hanno criticato l’idea liquidandola come “una distrazione” dai problemi della scuola più urgenti, legati in particolare in questa fase all’esigenza di far recuperare il tempo perduto dai ragazzi in seguito agli effetti dell’emergenza Covid e dei lockdown.

Mentre c’è chi nota come le limitazioni sull’uso degli smartphone siano gia’ in vigore qua e la’, seppure demandate alle direttive dei singoli presidi e con differenze tra scuola e scuola sull’isola. Uno studio britannico di qualche hanno fa ha peraltro registrato cali di rendimento medi fra gli studenti pari a oltre l’8% a causa della telefonino-dipendenza; e del 14-15% fra i ragazzi con maggiori difficoltà d’apprendimento. Risultati contestati da altri studiosi, ma confermati sostanzialmente dall’esperienza di Paesi quali Norvegia o Spagna che pure hanno ritenuto d’imporre da tempo un bando – o almeno un quadro di restrizioni – generalizzato. 

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