Dopo lockdown, bambini sempre più dipendenti dal web

Lettura 4 min

 Possesso e uso di device digitali sempre in aumento e in eta’ piu’ precoce, con conseguente pervasivita’ di questi strumenti nella vita dei bambini in eta’ scolare. Questo i dati di rilievo riscontrati dalla seconda edizione dalla ricerca di Milano-Bicocca, dopo la prima svoltasi a maggio 2020. Entrambe le edizioni dell’indagine “Bambini e lockdown, la parola ai genitori” sono state condotte dalla Societa’ Italiana delle Cure Primarie Pediatriche (SICuPP Lombardia) con Marina Picca, Presidente e coordinatrice scientifica del progetto per i pediatri e con la collaborazione di un gruppo di ricercatori dell’Universita’ di Milano-Bicocca guidati da Paolo Ferri e Chiara Bove docenti del Dipartimento di Scienze umane per la formazione e della spin off dell’Universita’ di Milano-Bicocca “Bambini Bicocca” diretta da Susanna Mantovani, coordinatrice scientifica. I ricercatori hanno riproposto a maggio 2021 alle oltre 3.000 famiglie interessate dalla prima indagine, i due questionari online parzialmente differenziati a seconda delle eta’ – bambini di eta’ compresa tra 1-5 anni e bambini dai 6 ai 10 anni – allo scopo di conoscere l’evoluzione del vissuto dei genitori e dei bambini nei mesi successivi al primo lockdown (da settembre 2020 a maggio 2021).

 Quasi la totalita’ (93 per cento) dei rispondenti sono madri con un titolo di studio medio alto con bambini di queste fasce d’eta’ residenti a Milano citta’ e in tutte le province della Lombardia, la regione piu’ colpita dalla pandemia Covid-19. “Alimentazione e sonno – afferma Marina Picca, Presidente SICuPP Lombardia- continuano a essere messi a dura prova. Rispetto ai dati del 2020 abbiamo osservato un miglioramento, ma persistono elementi di preoccupazione. Un dato nuovo non indagato nella ricerca del 2020 e’ la presenza di malessere fisico nei bambini soprattutto in eta’ scolare. La persistenza di alcuni comportamenti che testimoniano malessere della salute mentale e fisica destano preoccupazione e impongono la necessita’ di investire maggiormente nel sostenere i bambini, i genitori e le famiglie”. Nel dettaglio ecco i dati per i bambini di eta’ compresa tra 1 e 5 anni. I genitori hanno registrato in questi mesi una diminuzione dell’irritabilita’ e dei capricci (63 per cento contro l’81 del 2020), anche se un quarto degli intervistati denuncia un sentimento di tristezza/malinconia nei figli. Alimentazione e sonno mostrano ancora le decise alterazioni riscontrate l’anno passato: restano sia il dato della riduzione di appetito (oltre il 37 per cento) spesso accompagnata da un aumento del consumo di snack (44 per cento) sia la difficolta’ nell’addormentarsi (38,6 per cento) con aumento della frequenza dei risvegli notturni (oltre il 56 per cento). 

“Il digitale, con la pandemia – afferma Paolo Ferri – e’ divenuto un elemento sempre piu’ presente nella vita dei bambini. Le famiglie lo percepiscono come un elemento “naturale” del loro mondo. Non si puo’ tornare indietro o imporre divieti. Si tratta, invece, di formare i genitori, gli insegnanti e i bambini ad un uso consapevole, critico e creativo dello smartphone. Va, infatti, evitato che lo smartphone si trasformi in una “baby sitter” o peggio in un “dispenser” di stili di vita standardizzati e di prodotti commerciali! Un compito sfidante e complesso per i genitori e per tutti coloro che si occupano professionalmente di bambini”. Il rapporto famiglia-Scuola, infine, come sottolineano i genitori nella quasi totalita’, ha ben tenuto: lo dimostra, ad esempio, la percentuale dei bambini di entrambe le fasce d’eta’ che hanno reagito alla nuova chiusura scolastica dell’aprile 2021 con tristezza nel 50% dei piu’ piccoli e 65% dei piu’ grandi. 

Servizio Precedente

GIMBE: L’IMMUNITÀ DI GREGGE È UNA CHIMERA, L'OBBLIGO VACCINALE È UNA SCELTA POLITICA

Prossimo Servizio

Scuola, partenza al buio. Tanto per cambiare

Ultime notizie su Cultura