Dante, ma Paolo e Francesca sono come noi?

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di Sergio Bianchini – Il quotidiano IL GIORNO  del 24 luglio propone un confronto tra il filosofo Stefano Bonaga e il cardinale Matteo Zuffi sull’importanza dei sentimenti. Lo spunto è  dato dall’esame della condanna storica ed eterna di Dante ai due amanti del suo tempo, Paolo e Francesca uccisi dal marito di lei e fratello di lui che li aveva colti in adulterio.

Bonaga “Salva” i due amanti sostenendo che la passione quando è  forte non può  essere compressa o trasformata in affetto. Non può essere governata e ci sovrasta.Il cardinale Zuffi invece sostiene che “LA Razionalità ” deve prevalere sull’istinto e governarlo. Appoggia quindi la condanna dantesca in nome del rispetto prioritario “della razionalità “.Cercando di modernizzare l’antica morale si trova così ad essere un algido testimone della ragione. Posizione contraddittoria perché la ragione non è  e non può  essere una dea nemmeno per i cattolici.


E così entrambi i relatori mostrano l’nsufficienza dello schema dualistico passione-ragione che porta si a due schieramenti opposti ma entrambi in paralisi.
Quali sono allora le vere domande sottostanti al confronto?
Primo: la morale antica era valida 700 anni fa?Secondo: la morale antica è  valida oggi?
Personalmente rilevo che era condivisa dalla grande maggioranza di quel tempo e, per questo, valida. Dante la consacrò anche tra gli intellettuali.Oggi la morale antica vive ancora accanto ad una morale moderna che però si è  separata dalla normativa sessuale tradizionale.Separazione resa possibile dall’uscita collettiva dalla penuria materiale  plurimillenaria.


Certamente quando la sopravvivenza è  sempre incerta le priorità  organizzative e quindi morali cambiano e giustificano le durezze che oggi rifiutiamo.

Possiamo però  osservare che oggi in ognuno di noi convivono sia la morale antica che quella moderna e forse proprio da questa irrisolta compresenza deriva gran parte della turbolenza emotiva ed esistenziale dei nostri giorni.
Comunque le due preferenze opposte su passione e ragione dei due relatori non fanno chiarezza. Osservo poi che la ragione, la coscienza  non è  solo un coperchio che a sentimento già  nato lo schiaccia. A mio parere la coscienza si mescola fin dall’inizio con il sentimento.


 E quindi in gioco il tema vero è  la ricerca contemporanea del benessere individuale o di coppia col benessere collettivo da cui origina la legge morale.
Oggi il benessere è  in crisi su entrambi i fronti, individuale e collettivo, morale e materiale. Riflettere con calma su questo è  essenziale.

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