Da Macron all’Italia agli Usa – Occidente in frantumi e senza idee

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di Sergio Bianchini – Giravano malevoli commenti alle elezioni iraniane di venerdì scorso dove la percentuale di votanti era solo del 49%, vista come prova della separazione tra popolo ed elite. Ed ecco che in Francia alle elezioni regionali si è presentato solo un elettore su 3.

Non solo, il partitino del presidente Macron ha raggiunto solo un misero dieci per cento dei votanti cioè un 3 per cento della popolazione.

E così l’armata occidentale che il povero Biden cerca di compattare contro il pericolo russo cinese si rivela proprio un’armata brancaleone.

Si, l’occidente sta vivendo la più grave crisi della propria storia post bellica. Il guaio è che non ne vuole prendere atto e vuole continuare a guidare il mondo con le buone o le cattive.

La Germania ha un governo di Grosse coalition perché nessun partito riesce ad ottenere la maggioranza, in Italia abbiamo un governo simile a cui siamo arrivati per sfinimento dato che nessun partito ma nemmeno nessuna coalizione riesce ad avere il 50% dei voti.

Gli Stati Uniti, re travicello dell’occidente sono appena usciti da uno scontro clamoroso destra-sinistra che può riesplodere alla prima occasione.

Eppure non c’è alcuna riflessione su questo disastro sociopolitico che non deriva dalla pandemia. Anzi, la pandemia lo ha in parte coperto attenuando un necessario sentimento di autocoscienza che dovrebbe essere espresso da intellettuali per ora assenti.

Un timido segnale viene da Sanders detto Bernie, un politico statunitense senatore per lo Stato del Vermont e già componente della Camera dei rappresentanti.

Esponente indipendente affiliato al Partito Democratico, si qualifica come un socialista democratico. E’ stato l’unico membro del Congresso ad autodefinirsi espressamente «socialista» e non genericamente progressista o liberal.

Giovedì, in un articolo d’opinione per la rivista Foreign Affairs intitolato “Washington’s Dangerous New Consensus on China”, Bernie si è espresso contro un coro “pericoloso” che sta spingendo per una nuova guerra fredda con la Cina. Ha detto che è “angosciante e pericoloso” che “a Washington stia emergendo un consenso in rapida crescita che vede la relazione tra Stati Uniti e Cina come una lotta economica e militare a somma zero”. 

Lotta a somma zero vuol dire che uno vince e uno perde. Si cancella dunque qualunque visione di possibile collaborazione e di interesse positivo bilaterale.

Sanders crede che rispetto all’organizzazione della politica estera degli Stati Uniti intorno a “un confronto globale a somma zero con la Cina”, ci sia un modo migliore per andare avanti. Ha suggerito che gli Stati Uniti si rendano più competitivi con la Cina rivitalizzando la democrazia americana, ripristinando la fiducia delle persone nel governo affrontando i bisogni a lungo trascurati delle famiglie che lavorano, creando milioni di posti di lavoro ben retribuiti, ricostruendo le infrastrutture fatiscenti degli Stati Uniti e combattendo il cambiamento climatico. Ha anche chiesto la cooperazione con la Cina in settori come il cambiamento climatico, le pandemie e la proliferazione nucleare. 

Se non avessi letto queste dichiarazioni le avrei dovute inventare io. Valide anche per l’Italia dove l’assenza di idee sul futuro è inquietante.

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