CREMONA nelle foto della grande Betty Poli

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Emoziona aprire i file che Betty Poli, straordinaria artista cremonese dello scatto, mi ha inviato della nostra amatissima città. Città che ci ha visto crescere, iniziare a lavorare, studiare, e ora ritrovarci seppure a distanza, assieme ai compagni di classe delle scuole elementari Doroteee di via Manzoni, con i quali è quotidiano sentirsi, aggiornarsi, scambiarsi informazioni. Siamo tornati bambini per estrarre il meglio, l’essenziale. Queste foto sono amore puro per il bello che non ha bisogno di parole. Le si ammira, punto, le si adora. Si sente l’inflessione lenta del nostro dialetto, le lunghe vocali lente come il Po, si sente la catena delle biciclette sui ciotoli, risuonano nello spazio delle immagini le congiunzioni popolari che sono l’intercalare unico che costruisce l’appartenenza ad una comunità. L’identità che ci unisce. Ia, Betty, che foto! Grazie! (compagna di classe).

Da piazza della Pace verso via Platina attraversando via Beltrami (foto Betty Poli)
Piazza Cavour dai portici dell’isolato che costeggia i giardini pubblici (foto Betty Poli)
La congiunzione tra corso Garibaldi e corso Campi. A sinistra il cartello del senso unico di via Palestro, la via delle scuole. Sotto il portico che collega i corsi con via Manzoni, si andava verso l’ingresso dell’antico Politeama (foto Betty Poli)
Stradivari osserva la torre del capitano del popolo (foto Betty Poli)
Via Solferino, l’arteria che porta in via Manzoni, ai giardini o verso piazza Duomo (alle spalle). Via di botteghe e del selciato sotterraneo della Cremona romana (foto Betty Poli)
Il Torrazzo dai giardini pubblici (foto Betty Poli)
I giardini (foto Betty Poli)
Piazza della Pace, il Torrazzo (foto Betty Poli)
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