di Riccardo Pozzi – Lo confesso, non ce l’ho con il sud Italia, il terrone non turba i miei polentonici sonni e non odio nessun italiano del sud.
Simpatizzo per i meridionali che riconoscono i loro problemi e non ci si nascondono dietro, mi piace la loro ospitalità che trovo familiare e non familistica, apprezzo il loro calore umano, non sono disturbato dal volume delle loro conversazioni, dall’abuso del clacson in macchina, dal loro teatrale gesticolare, dalle loro inflessioni dialettali, li considero i migliori lavoratori del mondo e le menti più creative che conosca provengono da quelle terre, condivido il giudizio freddo e snob che danno della gente di Milano e a volte del nord in genere.
Amo la mia terra ma non inseguo improbabili secessioni del nord dal sud, non mi importa di avere un’altra bandiera da sventolare senza convinzione o un nuovo inno da fingere di cantare con la mano sul cuore, non mi interessa differenziarmi dai meridionali e non mi sento minimamente migliore di loro, non tengo ad alcuna differenziazione, non mi preoccupo affatto di sottolineare primati anche di fronte alla loro evidenza, non credo al razzismo perché non credo alle razze, nemmeno a quella padana, ancora meno a quella meridionale. Credo che la povertà abbia la stessa faccia ad ogni latitudine e che la povera gente del sud sia molto più dignitosa della criminalità che, ormai, tutti insieme sopportiamo.
Nessun senso di superiorità, nessun senso di inferiorità, nessun giudizio e nessun pregiudizio.
Desidero solo di non essere derubato del frutto del mio lavoro, desidero che nella giusta solidarietà per chi ha bisogno non si nasconda l’assistenzialismo di chi ha deciso sfruttare il lavoro degli altri.
Non sono razzista per questo, non sono egoista per questo, non sono per questo un eversivo o un pericolo per lo Stato.
Sono un piccolo, minuscolo pezzo di Stato che si oppone a chi, dello Stato, ha fatto uno stratagemma per campare alle spalle del prossimo.
Tutto qui, Non credo per questo di meritare l’umiliazione o il dileggio.
Padano sì, ma stupido proprio no.