Cipolletta ancora a Confindustria Cultura. Il settore snobbato dalla politica vale 35 miliardi

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di Gigi Cabrino – Innocenzo Cipolletta è stato confermato presidente di Confindustria Cultura Italia, il sistema delle Associazioni di Confindustria che rappresentano le industrie culturali e creative.
Vice Presidente è Francesco Rutelli (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali – ANICA) ;Fabio Del Giudice (Associazione Italiana Editori – AIE) è stato confermato direttore.
“Ringrazio i colleghi per la fiducia confermata. Sono sempre più convinto – sottolinea Cipolletta – che Confindustria Cultura Italia costituisca uno strumento fondamentale per rafforzare l’industria culturale nel suo complesso all’interno delle logiche produttive e di sviluppo del nostro Paese. E in questa direzione continueremo a lavorare grazie alla collaborazione di tutte le componenti e portando avanti i punti comuni di intervento, a partire dalla valorizzazione del comparto e dalla difesa del diritto d’autore”.
Confindustria Cultura Italia rappresenta, secondo le stime di Confindustria, un settore che crea un valore aggiunto di quasi 35 miliardi di euro.


“Siamo tutti d’accordo nell’affermare che la cultura è l’anima di questo Paese – prosegue Innocenzo Cipolletta -. Parliamo di un bene essenziale per la società con la sua valenza educativa, formativa e ricreativa. Ma è fondamentale accrescere la consapevolezza della centralità di chi produce questo prezioso bene, le industrie culturali, per la crescita economica del Paese. Tale consapevolezza in Italia e in Europa è sicuramente cresciuta dopo la pandemia, ma ci sono molti aspetti su cui è importante focalizzare l’attenzione e oggi più che mai è un impegno che dobbiamo assumerci”.


Quattro i punti del prossimo triennio: “Occorre investire e valorizzare il comparto con specifiche politiche industriali: avere una visione organica e di sistema che permetta di realizzare riforme strutturali così che le aziende possano definire piani di investimento sicuri e a medio-lungo termine, stimolare e agevolare il consumo culturale attraverso precise politiche di sostegno, tutelare e valorizzare il diritto d’autore che è il presupposto essenziale per la remunerazione di quanti operano in questo comparto industriale, affrontare con visione e concretezza il tema della formazione e occupazione giovanile, avvicinando i giovani alle imprese culturali e sapendoli formare”.

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