Catalogna, il primo ministro spagnolo si scaglia contro il Partito Popolare: dividono il popolo

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Il Partito popolare (Pp) usa il re, la Costituzione e la bandiera “per dividere gli spagnoli”. Lo ha affermato il primo ministro, Pedro Sanchez, nel corso del suo intervento al Congresso dei deputati (la Camera bassa del Parlamento) nel difendersi dalle critiche in merito alla imminente concessione dell’indulto agli indipendentisti catalani per il referendum illegale del 2017. Alludendo alla manifestazione dello scorso fine settimana contro gli indulti in piazza Colon a Madrid che ha visto la partecipazione del Pp, di Vox e di Ciudadanos, Sanchez ha rimproverato i popolari di essere “molto attivi nell’unita’ della Spagna” ma quando sono al governo sono molto indolenti nella difesa dell’integrita’ territoriale”. Il premier, infatti, ha ricordato che quando in Catalogna e’ stato organizzato il referendum di autodeterminazione, il governo del paese era guidato dal popolare, Mariano Rajoy. “Non useremo ne’ la Costituzione ne’ la bandiera della Spagna ne’ l’integrita’ territoriale ne’ la monarchia parlamentare per dividere gli spagnoli come fate voi”, ha concluso il premier.

 Il leader del Pp, Pablo Casado, si e’ scagliato contro Sanchez per la “metamorfosi” che ha subito in soli due anni: dal rifiutare l’indulto in campagna elettorale a volerla concedere ora in quanto dipende dall’appoggio di Sinistra repubblicana di Catalogna (Erc), del neo presidente, Pere Aragones. Per il leader popolare, Sachez ha tradito le sue promesse considera che “la legge e’ punizione, lo Stato di diritto e’ vendetta, la Costituzione e’ vendetta, dare un colpo di stato e’ concordia, rompere l’uguaglianza degli spagnoli e’ coesistenza e rompere l’unita’ della Spagna e’ riunione”. Dura accusa sono state mosse anche da Ines Arrimadas, presidente del partito di ispirazione liberale Ciudadanos, affermando che “il sanchismo consiste nello svuotare il Partito socialista di principi e morale per riempirlo di istinto di sopravvivenza”. 

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