Aze(g)lio. E’ caccia al marmista di Velletri. Mongardini: “Respingiamo lo scaricabarile della sindaca di Roma, ora tutti additati come colpevoli”

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di Stefania Piazzo – Tempestati di telefonate. Coperti pure di insulti. La storica e centenaria ditta di marmi Mongardini di Velletri non sa più da che parte parare i colpi. E ne ha, si può dire? le bisacce piene. Non sono loro, ovviamente, ad aver sbagliato il nome dell’ex presidente Ciampi sulla targa capitolina coperta velocemente facendo girare i tacchi al presidente Mattarella e ai figli del padre italiano dell’euro. Le parole che avrebbe lanciato la sindaca, “Purtroppo la gara è stata vinta da una ditta di Velletri, fosse stata di Roma probabilmente la targa sarebbe stata cambiata ancora prima della cerimonia”, come riportato da un quotidiano, hanno però sollevato l’inferno. Apriti cielo.

Ed è partita la caccia al marmista untore. Ma soprattutto, ci spiega Jessica Mongardini, della Fratelli Mongardini, “la vicenda ha gettato discredito e derisione su tutta una comunità che storicamente rappresenta per questo settore artigianale un unicum in Italia e in Europa. L’accaduto colpisce e ridicolizza tutta la città, che non ha colpe come non ne hanno gli artigiani seri come noi e altri che a Velletri lavorano per tutta Italia e all’estero. Noi lo facciamo da più di 100 anni (dal 1873 per la precisione). Peccato sia mancata una tempestiva presa di posizione del sindaco Orlando Pocci”, afferma a la nuova padania Mongardini, figlia peraltro di Gianluca Mongardini, consigliere federale di Forza Centro.

Jessica in un lungo post sul proprio profilo facebook, interpella il primo cittadino per sollecitare un suo intervento a tutela dell’immagine di una comunità , “per questa situazione altamente denigrante”.

“Tutti ci chiedono che cosa sia successo. Non lo sappiamo neppure noi! Non abbiamo avuto alcun incarico né abbiamo notizia per altri artigiani. Purtroppo però insiste il vociferare sul nostro nome”.

C’è anche chi ricorda sui social come lavorino i Fratelli Mongardini. Ecco uno dei tanti post: “LA FAMIGLIA MONGARDINI HA REALIZZATO LA GRANDE TARSIA MARMOREA RAFFIGURANTE LO STEMMA CARDINALIZIO DI PAPA BENEDETTO XVI DA LUI VOLUTA E FINANZIATA PER ESSERE POSTA SUL PAVIMENTO DELLA CATTEDRALE IN RICORDO DEL GIUBILEO SACERDOTALE DEL PONTEFICE EMERITO CELEBRATO A SAN CLEMENTE NEL 2001”.

Se nel frattempo la sindaca fa sapere che in Campidoglio chi ha trasmesso al marmista le indicazioni col nome presidenziale sbagliato è stato rimosso, al tempo stesso non fa onore a chi rappresenta la Capitale d’Italia affermare che a Roma avrebbero fatto meglio e prima. Un po’ di coerenza!

Se la precisione e i tempi corrispondono a quelli eterni per sistemare le fermate della metropolitana, o le tumulazioni, o la raccolta rifiuti, allora meglio trasferirsi a Velletri. La prossima targa? “Largo allo Scaricabarile”. Comune di Roma, gestione Raggi 2016-2021.

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