Anno 1977: La Svizzera e la Padania. Il convegno tra Confederazione e Statale a Milano. La politica aveva già capito…

Lettura 4 min

di Cuore Verde – Durante le mie consuete ricerche in internet per reperire materiale per “infarcire” i miei commenti “padani”, mi sono imbattuto nel titolo di un’opera pubblicata nel 1978: “Territorialità e paradigma centro-periferia : la Svizzera e la Padania: atti del Colloquio internazionale sul tema Territorio e scelte politiche regionali. La Svizzera, un’esperienza da studiare pensando alla Padania: svoltosi a Milano il 16-17 dicembre 1977, promosso dall’Istituto di geografia umana e dall’Istituto di storia medievale e moderna della Facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli studi di Milano, in collaborazione con l’Associazione italo-svizzera di Milano”.

Si, nel titolo del “colloquio internazionale” svoltosi a Milano nel dicembre 1977, c’è scritto proprio “La Svizzera, un’esperienza da studiare pensando alla Padania”. Specifico che non si tratta di una mia “scoperta” originale: il testo era già da tempo citato nel sito www.allaricercadelsole.com, fondamentale fonte di conoscenza per i “padanisti”.  


Prima il convegno di Alessandria del 16-17 maggio 1969, sui rapporti tra  porti liguri e il Piemonte, nel quale si era discusso espressamente di Padania come di una nuova “regione aperta”, e la correlata intervista di Giampaolo Pansa del 30 maggio 1969 agli amministratori del “cuore nuovo della Padania” (Alessadria, Piacenza e Pavia). Poi, la proposta di Guido Fanti del 1975 per una “lega del Po” e la “super-regione della Padania”.

Nel 1977,il citato convegno internazionale sulla Svizzera come modello per la Padania, organizzato dall’Università di Milano, e, ancora, la memorabile pubblicazione del 1992 della Fondazione Agnelli “La Padania, una regione italiana in Europa”.

Unendo idealmente questi “puntini” temporali, mi sembra di capire che una idea precisa di Padania doveva già essere nata nella metà degli anni ’60 altrimenti non si sarebbero potuti organizzare convegni di alto profilo e discuterne con tale precisione in ambienti politici ed universitari. Il convegno del 1977 è  stato organizzato dall’Istituto di geografia umana e dall’Istituto di storia medievale e moderna della Facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli studi di Milano, in collaborazione con l’Associazione italo-svizzera di Milano con intervento di professori e geografi universitari svizzeri

Questa idea della Padania sembra avere quindi una origine, una evoluzione ed una storia “elevata” che probabilmente non può essere documentata ma che trova parzialmente riscontro in questi documenti eccezionali. Una idea della quale, evidentemente, in ambienti “elitari”, si stava cercando di studiare l’effettivo potenziale politico e culturale. Risulta ora comprensibile perché il sistema centralistico romano, politico e mediatico, ha screditato pesantemente l’idea della Padania, arrivando a resuscitare il nazionalismo tricolore, quando la Lega originaria di Bossi ha tentato, seppur sommariamente, di divulgarla alle masse padane. Il potenziale di questa idea doveva quindi essere ben noto da tempo. 

Il titolo del convegno di Milano del 1977 non lascia alcun dubbio: nella seconda metà degli anni ’70, a livello di studi di geografia umana, storia, filosofia e di rapporti tra il “centro” e la “periferia”, ora, in sintesi, si direbbe di studi “geopolitici”, si cercava già un modello di riferimento per la Padania. Questo è molto chiaro. 

Servizio Precedente

Atm Milano. L'AD: Crisi, più costi e crollo del 23% di passeggeri

Prossimo Servizio

E' morto Roberto Maroni

Ultime notizie su Cultura