20 ANNI Speciale Miglio 4 – Federalismo, la grande opera incompiuta

Lettura 2 min

di MARIO DI MAIO –  Gianfranco Miglio, non come ideologo di partito ma da professore alla Cattolica, insegnava che il federalismo è tutt’altro che una semplice opzione che si può anche non esercitare, ma una vera e propria conquista della democrazia politica destinata ad imporsi come irrinunciabile ovunque. E non è da confondersi col decentramento che distribuisce funzioni, perché il federalismo distribuisce libertà.Un buon decentramento in sostanza rafforza il centralismo burocratico, mentre un buon federalismo restituisce potere ai cittadini, rendendoli al contempo corresponsabili diretti della gestione dei loro territori.

A comprova della bontà degli insegnamenti del Professore si riscontra che i migliori risultati in termini di stabilità e di efficienza sono puntualmente ottenuti dalle nazioni a struttura federale (Svizzera e simili) e per converso la sostanziale uniformità di trattamento esercitata dagli Stati centralisti verso i loro “sudditi” prescindendo dalla diversità delle caratteristiche regionali anziché rafforzarne l’unità, ne promuove conflittualità spesso gravi. E l’esperienza dimostra  che il malcontento che ne scaturisce provoca in determinati casi anche giustificate richieste di indipendenza. Ma il federalismo è comunque duttile perché in presenza di rilevanti disomogeneità delle aree interessate e’ possibile optare temporaneamente per strutture statali a geometria “variabile” per aiutare le regioni “in ritardo” ad avvicinarsi a quelle più’ avanzate.

Disgraziatamente in troppi non hanno capito che nella costruzione dell’Unione (politica) Europea è stato impiantato un baraccone centralista che a lungo andare ha provocato addirittura la fuga degli inglesi. Ma era poi così difficile immaginare una sana confederazione del continente antico?

Servizio Precedente

Cosa prevede il decreto Green Pass

Prossimo Servizio

Quirinale, Salvini: Sentito Berlusconi, in ottima forma

Ultime notizie su Cultura