Vittoria del Sì al referendum: il trionfo dei politicanti sulla politica. Ed ora?

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di Riccardo Rocchesso – Gli italiani hanno deciso di votare sì. Il conteggio parla chiaro: 65/70%. A parte clamorosi colpi di scena, l’esito del referendum è già definito: i cittadini vogliono il taglio dei parlamentari.
Un voto pericoloso, probabilmente poco ragionato, spinto dagli ultimi mesi confusionali e avulsi, dove i cittadini, abbagliati, hanno pensato di colpevolizzare la politica invece di questi politicanti, che potevano mandare a casa grazie ad un sonante No.

Ma la colpa principale è loro: di Matteo Salvini e Giorgia Meloni.
L’ennesima dimostrazione, se servisse, che sui temi “importanti”, per il nostro “futuro”, sono sempre tutti d’accordo i capi politici, soprattutto quelli dell’opposizione. Un dietro front negli ultimi giorni avrebbe davvero potuto ribaltare questo risultato.

Se avesse vinto il No, ci sarebbe stata l’occasione di dare una bella spallata all’attuale Governo in vista anche del possibile risultato delle elezioni regionali (5 a 2 o 6 a 1 per il cdx). Come mai non se la sono sentita?
Come mai Salvini e Meloni non hanno provato a dare la spallata promuovendo il No?
Probabilmente, fa comodo a molti mettere ulteriori barriere d’entrata in Parlamento e maggior controllo sui dissidenti di partito. Più YesMan e meno fastidi. Tanto viviamo in uno Stato “partitocratico” se non l’avessimo ancora capito. Ed inoltre, non hanno assolutamente fretta di salire al Governo, durante questa strana e difficile situazione mondiale, chi vorrebbe la patata bollente in mano? Di sicuro non i due “coraggiosi” leader.

Ma qual è la vera valenza del risultato del referendum?
Sarà forse Il colpo di grazia ad una morente Italia? Sempre meno democratica, sempre meno informata, sempre meno rappresentata?
Di Maio e soci staranno festeggiando per questo importante loro “traguardo”. Che sembra solo un altro passo verso l’oscurità democratica che viene completato. E noi, questa volta, siamo complici.

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