VIDEO/ACQUA-FANGO-NEVE – Nord, tutto rosso per allerta maltempo. 2.200 interventi dei Vigili del Fuoco

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Nord prigioniero del maltempo. Neve e inondazioni come se ne vedevano da anni.  Da 48 ore i vigili del fuoco sono impegnati nel Centro-Nord in interventi di soccorso dovuti al maltempo che sta colpendo Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia e Toscana. Da questa mattina squadre in assetto alluvionale sono impegnate a Modena, tra le zone di Gaggio e Nonantola, per l’evacuazione di persone rimaste bloccate dall’acqua nelle proprie abitazioni dopo la rottura degli argini del fiume Pan

EMILIA ROMAGNA – La protezione civile dell’Emilia-Romagna ha emanato un’allerta rossa valida per 36 ore per la piena dei fiumi Secchia e Panaro, che ha rotto anche gli argini, nel Modenese. Emanata anche un’allerta arancione, relativa alla zona di pianura più a valle, nel Ferrarese, verso il mare, per il transito della piena del Panaro (che e’ un affluente del Po) e del Reno. 

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LOMBARDIA – Non accenna ad attenuarsi l’ondata di maltempo che, da tre giorni, ha investito Valtellina e Valchiavenna. Forti piogge e rischio elevato di allagamenti sulle principali vie di comunicazione. Oggi sul fondovalle piogge battenti e nevicate a quote relativamente basse, a seconda delle zone. Calo delle temperature e torrenti ovunque gonfi d’acqua. Paesaggi decisamente invernali nelle localita’ di villeggiatura montane, come Bormio, Madesimo, Aprica, Livigno e Chiesa in Valmalenco, ma desolatamente vuote di turisti per ii divieti anti Covid. Un poco piu’ animata, ma soltanto da addetti ai lavori e atleti, Santa Caterina Valfurva, dove e’ stata rinviata a domani per pioggia la seconda gara di Coppa del Mondo. Diversi i passi alpini sono chiusi per neve, come lo Spluga che collega provincia di Sondrio a Svizzera, o transitabili unicamente con catene montate. Il rischio di caduta valanghe sull’intero arco alpino lombardo e’ all’indice 3 marcato su una scala europea di cinque gradini.

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TRENTINO SUD TIROL – L’Autostrada del Brennero resta chiusa in direzione nord tra Vipiteno e il confine di Stato. La decisione e’ stata presa durante un vertice della Protezione civile su indicazione della Commissione Valanghe. In Trentino invece si registrano smottamenti e diverse strade bloccate. Fiumi e torrenti sono sorvegliati speciali. A Levico, in via precauzionale, sono stati chiusi i ponti, mentre lungo la sp 133 del Menador, che collega Caldonazzo e Levico con Monte Rovere, si e’ verificato uno smottamento che ha bloccato la circolazione: oltre ad essersi riversata sull’asfalto un’ampia colata di fango e detriti, e’ finita in strada anche una pianta. Una frana e’ stata registrata anche lungo la provinciale 65, tra Telve e Torcegno, in Valsugana: anche in questo caso la strada risulta bloccata. Sempre in Valsugana, l’innalzamento del livello del Brenta sta destando preoccupazioni: come testimonia anche dal sindaco di Borgo Valsugana, nella notte si sono concluse le operazioni di chiusura “del ponte all’altezza bar Cusso e predisposte le barriere presso il ponte tra via Roma e viale citta’ di Prato”, spiega il primo cittadino. “A Olle, invece, e’ stato chiuso un tratto di Via Volpi. Pertanto domani la viabilita’ ordinaria risultera’ in parte modificata. Prego prestare la massima attenzione e evitare di avvicinarsi a luoghi pericolosi. Grazie ai Vigili del Fuoco, bacini montani e protezione civile”. Nella notte si sono invece registrate frane e smottamenti lungo la sp 79 del Brocono. Le frazioni di Ronco – Chiesa e Ronco – Cainari, in Vanoi, sono quindi rimaste isolate. Vigili del fuoco e Servizio gestione strade sono sul posto per interventi e verifiche. 

VENETO – E’ in corso in Veneto l’evacuazione di una casa di riposo in Alpago (Belluno), a causa del maltempo. Ne da’ notizia la Regione, spiegando che l’operazione della Protezione Civile interessa 76 anziani ospiti della struttura. Oltre all’alto rischio di valanghe nell’alto bellunese, altri problemi sono segnalati nel trevigiano, dove a Cordignano e’ esondato il torrente Meschio. In mattinata si e’ riunita l’Unita’ di Crisi regionale della Protezione Civile, che in videoconferenza ha sentito i sindaci dell’alto bellunese, sul rischio slavine. “La notte e’ stata particolarmente complessa, tra dissesti e frane che si sono verificati in provincia di Belluno, nell’Agordino, in Alpago nel Feltrino – spiega l’assessore alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin – Ci sono stati vari allagamenti, il Meschio e’ esondato a Cordignano allagando vari quartieri. La situazione piu’ delicata e’ nel comune di Alpago, dove stiamo procedendo all’ evacuazione con autoambulanze di 76 ospiti non autosufficienti di una casa di riposo: vengono dirottati sull’altra casa di riposo di Ponte nelle Alpi e, in misura inferiore, in quella di Pieve di Cadore”.

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