Veneto, tonfo affluenza al 44,6%. Nel 2020 fu del 61,1%. La Lega quasi doppia Fratelli d’Italia

24 Novembre 2025
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I dati che spiccano sono l’emorragia di affluenza in Veneto, ferma al 44,64% con il dato nel 2020 del 61,16% (-16,52%). Secondo elemento è che la Lega torna a farsi sentire e quasi doppia il diretto rivale, Fratelli d’Italia, stando ai dati a spoglio ancora in corso.  Se si considera che Meloni alle precedenti regionali prese il 9,6% contro il 16,9% della Lega, con esito ribaltato alle Europee dell’anno scorso con la Lega al 13,1 e FdI al 37,5, oggi come oggi la listra trascinata dall’effetto novità del giovane Stefani e da Zaia capolista pare stiano capitalizzando un successo insperato, toccando il 35-36% contro il 19,5 del partito della premier. A bocce ferme si potranno fare valutazioni più obiettive sulla fluidità del voto che passa da un contenitore all’altro.

Al di là dei rapporti di forza che interessano più gli equilibri di potere tra partiti che le valutazioni degli elettori, emerge da Nord a Sud che disertare le urne è sempre più fenomeno di massa e che il disincanto, la lontananza tra la politica e le piazze, è segna un solco piuttosto buio.

La valutazione più centrata arriva da Federico Fornaro del Pd, autore di “Una democrazia senza popolo. Astensionismo e deriva plebiscitaria nell’Italia contemporanea”.

”Nelle sei regioni (Marche, Calabria, Toscana, Puglia, Toscana e Campania) che hanno votato in questi ultimi mesi del 2025 l’affluenza al voto è stata del 44,7% rispetto al 57,2% delle precedenti regionali con un calo del 12,5%. In valore assoluto non sono più andati a votare rispetto all’ultima volta 2.291.000 di elettori”.

“In Veneto il decremento è stato pari a 607.000 elettori, in Campania a 572.000, in Puglia a 533.00, in Toscana a 435.000, nelle Marche a 120.000 e 24.000 in Calabria. Sono dati che confermano un trend negativo nella partecipazione elettorale in corso da tempo, che deve interrogare la classe politica tutta, nessuno esclusa, perché percentuali così basse di affluenza rendono fragili le nostre istituzioni democratiche. Ormai è evidente che le prossime elezioni politiche saranno vinte da chi riuscirà a recuperare la fiducia anche solo di una parte di questo popolo di non votanti”. 

In Campania il centrodestra non sfonda, FdI si ferma al 9,51%, la Lega al 3,38%, FI all8,6%. In Puglia FdI al 16,5, Lega al 7,7% e FI all’8,7%.

Prossimo giro di pista Milano, il Comune, e la Lombardia. Hai detto niente.

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