Veneto, record di contagi batte la Lombardia. Zaia rischia la zona arancione? Intanto partono nuove restrizioni e annuncia il vaccino: Dal 6 gennaio

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di Cassandra – Ci sono numeri che fanno tremare i polsi. Nelle ultime 24 ore nella Regione fino ad oggi modello di contenimento del contagio e di tracciatura, si è arrivati al record assoluto contagi in un giorno, 5.098 casi e 110 decessi.  Con oltre 20.486 tamponi molecolari e oltre 36mila rapidi, l’incidenza è dell’8,41%.

I numeri li dà lo stesso presidente Luca Zaia. Siamo noi a non saper leggere i numeri o comunque i dati offrono cifre che devono comunque portare ad una riflessione? C’è stato un allentamento di attenzione da parte dei cittadini?

Perché, non a caso, lo stesso governatore ha fatto scattare dalla mezzanotte proprio di sabato 12 dicembre, la nuova ordinanza anti-assembramenti, che ha come principale novità la stretta sugli orari per le consumazioni nei bar.

Si potrà bere o mangiare qualcosa solo se seduti ai tavoli dalle ore 11 alle 18, orario di chiusura degli esercizi. Il classico caffè al bancone, in sostanza, si potrà prendere solo dall’apertura del bar fino a metà mattina. Nella precedente ordinanza l’obbligo di accomodarsi ai tavoli scattava dalle 15.

Un modo per evitare gli aperitivi ‘anticipati’, che potevano essere motivo di assembramento. Sempre per gli esercizi commerciali, il provvedimento firmato da Luca Zaia stabilisce che nei negozi sotto i 40 metri quadrati di vendita può accedere un solo cliente per volta, mentre in quelli con metrature superiori non può essere superata la presenza di un cliente ogni 20 metri quadrati. L’ordinanza avrà effetto fino al 15 gennaio 2021. 

Il Veneto ad oggi avrebbe intanto il doppio dei positivi della Lombardia, che ha poi anche più abitanti e che non è un modello di efficienza.

Il totale di persone che hanno perso la vita dal 21 febbraio ad oggi è di 4.769. Da inizio pandemia sono 186 mila i contagiati, 88.132 gli attualmente positivi, i ricoverati in totale delle strutture ospedaliere sono 3.224 (-2 nelle terapie intensive), in area non critica si registra +50 ma è un dato sbagliato, ha precisato oggi Zaia nella consueta informativa, perché ce ne sono 30 caricati oggi ma che non corrispondono a ricoveri nelle ultime 24 ore perché c’è stato un errore nel sistema informatico a Treviso, ha spiegato Zaia. 

Ma fosse per il prof. Crisantìi, il Veneto non dovrebbe essere in zona gialla.

“E’ già tanto che non diventa zona rossa” per il virologo Andrea Crisanti. “Io l’avevo detto già tempo fa che sarebbe finita con più casi e più morti. Semplicemente perché a mio avviso ha sbagliato strategia”, dice all’Adnkronos Salute il direttore del Laboratorio di Microbiologia e virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia dell’università cittadina. Riguardo a quale aspetto in particolare? “I tamponi rapidi non vengono usati correttamente – osserva – Questi infatti non possono essere interpretati come arma di prevenzione”.



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