Usa, pioggia di ricorsi contro l’obbligo vaccinale per le grandi aziende

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 L’amministrazione del presidente Usa Joe Biden si prepara ad affrontare una sfilza di ricorsi contro l’obbligo vaccinale per le grandi aziende private con piu’ di 100 dipendenti, introdotto dalla Casa Bianca la scorsa settimana e gia’ bloccato da una Corte d’appello a seguito dei ricorsi presentati da diversi Stati Usa a guida repubblicana. L’amministrazione presidenziale ha insistito ieri nel difendere le basi giuridiche del decreto, che dovrebbe divenire effettivo il prossimo 4 gennaio. Una coalizione di 11 Stati guidati dal procuratore generale del Missouri, Eric Schmitt, hanno presentato un ricorso venerdi’ 5 novembre, affermando che l’Occupational Safety and Health Administration (Ohsa), l’agenzia federale che ha varato l’obbligo vaccinale per i lavoratori privati, abbia agito oltre i limiti della sua autorita’. Agli 11 Stati repubblicani si stanno aggiungendo un numero crescente di associazioni di categoria e organizzazioni, inclusa la Christian Employers Alliance e la Home School Legal Defense Association. Un altro ricorso e’ stato presentato dal procuratore generale del West Virginia, mentre nel Sud Alabama, Florida e Georgia hanno lanciato una iniziativa legale comune, cosi’ come Louisiana, Mississippi, South Carolina, Texas e Utah.

L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden e’ pronta a “combattere” per difendere l’obbligo vaccinale nei confronti dei lavoratori delle compagnie che hanno piu’ di cento dipendenti. Lo ha dichiarato oggi all’emittente “Abc” il chirurgo generale della Casa Bianca, Vivek Murthy, dopo che ieri la Corte d’appello federale del quinto circuito ha accolto il ricorso presentato da diversi Stati a guida repubblicana e ha congelato il provvedimento dell’amministrazione, che sarebbe entrato in vigore il prossimo 4 gennaio. “Il presidente non avrebbe assunto tali misure se non le avesse ritenute appropriate e necessarie. Ora l’amministrazione e’ pronta a difenderle”, ha osservato Murthy. 

 La sentenza di ieri della Corte d’appello federale congela di fatto l’attuazione dell’obbligo vaccinale per le imprese private. Contro il provvedimento si era schierato in particolare il procuratore generale del Texas, il repubblicano Ken Paxton. In precedenza il governatore texano Greg Abbott, anch’egli repubblicano, aveva varato un ordine che vieta l’imposizione di obblighi vaccinali all’interno dello Stato, ricevendo dure critiche dall’amministrazione Biden. “Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire perche’ queste misure sono cosi’ importanti. Nella nostra storia, abbiamo usato piu’ volte l’obbligo vaccinale per proteggere la popolazione. Ora – ha aggiunto Murthy – e’ essenziale che le compagnie e i governi locali facciano la loro parte per rendere piu’ sicuri i nostri posti di lavoro. E’ per la salute della nostra gente e per il bene della nostra economia che questi obblighi hanno senso”.

 Diverse associazioni di categoria degli Stati Uniti hanno espresso forti riserve in merito all’obbligo vaccinale per i dipendenti delle grandi aziende private annunciato dall’amministrazione del presidente Usa Joe Biden. David French, vicepresidente della National Retail Foundation – la piu’ grande associazione di categoria al mondo, che rappresenta oltre 3,8 milioni di esercizi commerciali e 52 milioni di lavoratori negli Stati Uniti – ha dichiarato che la distribuzione al dettaglio ha gia’ adottato “misure straordinarie” per proteggere lavoratori e clienti durante la pandemia”: “Dall’annuncio del presidente Biden dell’obbligo di vaccinazione per il settore privato, la media mobile settimanale dei contagi negli Stati Uniti si e’ piu’ che dimezzata. Ciononostante, l’amministrazione Biden ha scelto di proclamare una ‘emergenza’ e di imporre nuovi, onerosi requisiti agli esercizi commerciali nella cruciale stagione delle festivita’ invernali”, ha dichiarato French tramite un comunicato.

Critiche all’indirizzo della Casa Bianca sono giunte anche da Michael Hanson, vicepresidente esecutivo della Retail Industry leaders Association, che rappresenta aziende statunitensi leader nel campo della grande distribuzione come Best Buy, Dollar General, Gap, The Home Depot, Lowe’s, Target e Walgreens. Secondo Hanson, la decisione del governo federale di imporre un obbligo di vaccinazione entro il 4 gennaio 2022 e’ “deludente”, perche’ obblighera’ (le aziende) a condurre la fase di pianificazione e attuazione “durante la fase piu’ movimentata della stagione degli acquisti”. Hanson ha dichiarato che la grande distribuzione sostiene la campagna di vaccinazione nazionale, ma contesta le sanzioni ventilate dal dipartimento del Lavoro, che ha emanato l’obbligo di vaccinazione alla stregua di uno standard emergenziale: secondo Hanson, tale linea d’azione “pone il governo in una posizione di conflittualita’ con le aziende private, anziche’ lavorare con queste ultime per creare un ambiente di lavoro sicuro”.

Contro l’obbligo di vaccinazione ha preso posizione la National Federation of Independent Business. prima associazione di categoria delle piccole imprese Usa, che ha accusato la Casa Bianca di “limitare la liberta’ dei titolari di piccole imprese di decidere come meglio operare la loro attivita’ e impone oneri arbitrati alle piccole imprese, minacciandone ulteriormente la ripresa”. Alcune associazioni di categoria, come la United Food and Commercial Workers, hanno invece preso posizione a sostegno dell’iniziativa dell’amministrazione Biden.

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