Tutto partì da esposto su domicilio “Lega Salvini Premier” in via delle Stelline. Intanto spuntano dei rubli

Lettura 3 min

E’ il tormentone politico di domenica 13 settembre. In un giorno le agenzie hanno pubblicato a continue ondate passi di intercettazioni e di considerazioni dei pm che indagano sulla procedura di acquisto del capannone per Lombardia Film Commission. Acquisto e denaro che avrebbe aperto ad altri scenari nella ricostruzione dell’attività dei tre commercialisti vicini alla Lega.

Tanto per non dimenticare, l’indagine sul caso Lombardia Film Commission, che giovedì scorso ha portato ai domiciliari tre commercialisti di fiducia della Lega e che si intreccia con quella genovese sui famosi 49 milioni di euro spariti, e’ nata con un fascicolo iscritto dopo una denuncia del febbraio 2018 per la “domiciliazione” della sede legale del partito ‘Lega per Salvini premier’ in un palazzo di Milano, perche’ “inconciliabile con i regolamenti condominiali”.

E’ il dettaglio curioso che ricostruisce Ansa e che emerge dagli atti depositati delle indagini. Nel 2017, infatti, la ‘Lega per Salvini premier’ era stata domiciliata in via delle Stelline e in particolare nello studio del professionista Michele Scillieri, arrestato giovedì. Da quell’esposto sono partite le indagini, come spiega la Gdf in un’informativa, anche perché è venuto fuori, poi, che Scillieri negli ultimi anni “ha percepito compensi dal partito politico” o da altre “entità giuridiche ad esso riconducibili”, come la Pontida fin srl. E si è arrivati, accertamento dopo accertamento, al caso della vendita gonfiata del capannone per la Lombardia Film Commission.

Ma le indagini – specifica Ansa – portano anche a scoprire che nel febbraio del 2018 su un conto corrente della Barachetti service srl, società dell’imprenditore Francesco Barachetti ritenuto dai pm di Milano vicino alla Lega e indagato per peculato nel caso Lombardia Film Commission, è stato registrato un “addebito per ‘acquisto rubli russi a pronti’ dell’importo di 45mila euro”.

Lo si legge in una delle informative della Gdf milanese depositate agli atti dell’inchiesta e nella quale vengono ricostruite numerose operazioni finanziarie dell’imprenditore, su cui si stanno sempre più concentrando le indagini. L’acquisto dei rubli, scrivono i finanzieri, “ha alimentato un conto corrente in divisa estera (rubli)” aperto dalla stessa Barachetti service l’8 febbraio 2018. La “provvista cosi’ accumulata” è stata poi trasferita, spiega ancora la Gdf, “in favore della societa’ russa Sozidanie OOO tramite bonifico”.

Photo by Jaunt and Joy 

Servizio Precedente

L'ex direttore Ubi Banca Seriate: "Mai viste in tutta carriera operazioni così, aldilà degli importi"

Prossimo Servizio

Israele, primo e si spera ultimo paese al mondo a tornare in lockdown. Tre settimane fermo