Totonomi, totogoverno… Io spengo la Tv

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di Giovanni Robusti – Già al primo giorno di consultazioni, dopo 5 minuti di ascolto dei dibattitti e dei telegiornali, si cambia canale. Appena iniziata la trafila, non se ne può già più. Qui si parlano tutti addosso. Si fanno elucubrazioni e ci si arrampica sui muri per riempire il tempo che passa senza sapere cosa dire. Mi vien voglia di spegnere la tv. Pare che Draghi per fortuna abbia chiaro in testa dove vuole andare a parare.

Si fanno le ipotesi di ministeri a tizio, caio e sempronio. Ma credete proprio che i capi partito abbiano il potere di indicare tizio, caio o sempronio. Credete che, se Draghi si presenta in Parlamento con ministro il sig. Rossi che non è gradito alla Lega o al PD, i rispettivi partiti non votino la fiducia? Draghi ha detto che avrà rispetto per il Parlamento.

E ci mancherebbe altro. Ma rispetto vuole dire che io Ti propongo e non impongo. Tu, Parlamento, in libera autonomia decidi se quello che ti propongo possa godere della tua fiducia. Se per decenni abbiamo dovuto subire le più becere mediazioni non sui contenuti e sui programmi, che tanto poi non avrebbe rispettato nessuno, ma sui nomi . E non solo dei ministri, ma di tutto il seguito di reggicoda e cicisbei. Questo non vuol dire che sia diventata una regola.

A Costituzione vigente il Presidente del Consiglio propone, il Presidente della Repubblica nomina, il Parlamento concede la fiducia. Senza la quale, tutto cade. E non è poco in mano a una decina di capi bastone. Perché, diciamoci la verità, se il voto di fiducia fosse segreto e veramente segreto (perché quello di oggi dietro le quinte non lo è, credetemi) credo che la storia di questo paese sarebbe ben diversa.

Per fortuna anche tra i deputati e senatori c’è gente seria. Uomini e donne che hanno una testa. Basterebbe consentirgli di usarla. Draghi sceglierà i suoi uomini perché sarà Draghi che deve fidarsi dei suoi uomini e donne. Non è Mandrake che farà tutto da solo. E se deve metterci la faccia, la Sua che ha un certo peso, credo che debba decidere Lui. Se poi non piaceranno le scelte, avranno il coraggio gli illustrissimi deputati e senatori di mandarlo a mietere il grano?

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