Toscana come la Cina: isolamento obbligatorio, oppure “ti prendo e ti porto via” con ordinanza del sindaco

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di Benedetta Baiocchi – Nuova ordinanza del presidente toscano, obiettivo dichiarato dare mandato alla sanità pubblica “di effettuare, per ogni nuovo caso positivo, una valutazione puntuale dell’ambiente domiciliare per l’isolamento domiciliare del caso positivo e, in caso di sovraffollamento o di situazione logistica sfavorevole che non permetta una gestione in sicurezza di tale provvedimento, e di contestuale rifiuto all’isolamento volontario in albergo sanitario, di proporre al Sindaco, in qualità di Autorità Sanitaria Locale, l’emissione di un’ordinanza contingibile e urgente a tutela della salute pubblica che prescriva, ai sensi dell’articolo 50 del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL), l’isolamento in albergo sanitario”.

Ma non finisce qui. Nel caso di cluster di positività da COVID-19 riconducibili a soggetti appartenenti a comunità di varie etnie presenti sul territorio, l’ordinanza prevede un campionamento di massa di test molecolari e sierologici, all’interno di tali comunità.

I test non li facevano prima, ma li fanno ora…

Se prima vedevamo le immagini di Wuhan con la polizia che entrava in casa e prelevava a forza i casi positivi, pensando che solo in Cina potesse accadere, ci sbagliavamo. La Cina è qui.

Ma una domanda sorge spontanea. Il sovraffollamento non dovrebbe interessare la sanità pubblica e i sindaci sempre? La salute è un bene 365 giorni l’anno, oppure è un bene variabile a seconda delle emergenze dichiarate?

Ecco il documento integrale

Immagine tratta dal sito Asianews.it

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