Taormima prova a ripartire, dopo il dissesto con i “treni pop”. Monitoriamo…

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di Giuseppe Rinaldi – In Sicilia si fa di tutto per contenere i contagi da Covid, giacché, allo stato attuale, non può permettersi il lusso di una disfatta sul piano del turismo, che da solo, non dimentichiamolo, rappresenta la maggiore fetta della ricchezza regionale. Infatti, in Trinacria industrie poche ma paesaggi mozzafiato molti e quindi…

Anche la Perla dello Ionio, la maggiore espressione del turismo isolano, la magnifica Taormina, stretta tra la pandemia e il dichiarato dissesto finanziario che la condurrà (se già non è avvenuto) a un’amministrazione controllata che vuol dire, meno politica e più burocrazia, si fa largo tra idee e progetti affinché la bella stagione le dia una mano in termini di visitatori e quindi di entrate: soldini per essere chiari.

Il “fallimento” del comune della prestigiosa realtà siciliana, quando ne è stata comunicata notizia, ha sorpreso non pochi, al punto che molti hanno pensato: lo squilibrio economico della città in questione è pari al tracollo di una farmacia, ci vuole del bello e del buono perché si realizzi.

Considerato che come si dice scherzosamente in Sicilia: «ogni ficateddu ‘i musca è sustanza», ben vengano, di questi tempi, i progetti utili a migliorare la viabilità ferroviaria isolana e con essa il movimento della gente che visita l’antica terra dei ciclopi.

In questo contesto, presso la stazione di Giardini Taormina, è prevista lunedì 19 luglio, una cerimonia per la consegna di due treni “pop”, acquistati dalla Regione Sicilia al fine di migliorare il materiale rotabile delle locali tratte ferroviarie. Nel corso della cerimonia saranno illustrati alcuni progetti estivi volti a sostenere la mobilità turistica e di conseguenza la ripresa economica dell’isola. Ci appare molto interessante, tra i tanti, la programmata realizzazione del cosiddetto “Etna link”, vale a dire un nuovo trasporto treno+bus per raggiungere “Piano Provenzana”, località nota agli sciatori e ai villeggianti, posta nella zona nord dell’Etna, ove prendono il via gli impianti di risalita verso le piste alte. Punto di partenza della trasferta: la stazione di Giarre Riposto.

In proposito è d’obbligo una considerazione.

Dal sito di Trenitalia si apprende che il progetto rispetterà i seguenti orari:

partenza dalla stazione di Taormina Giardini alle 10,34 con arrivo a Piano Provenzana alle 12,00. Cambi 1, che avverrà presso la stazione di Giarre Riposto, come già accennato, e dove si lascerà il treno per prendere l’autobus ET600, servizio di sola 2^ classe, non prenotabile. Prezzo da 7,00 euro, allettantissimo.

A questo punto sorge spontanea una domanda: ma da Giarre Riposto non parte la vecchia e mai sufficientemente lodata CircumEtnea, a scartamento ridotto e ricca di caratteristiche “littorine” moderne, o volendo della mitica locomotiva a vapore, che toccano Piedimonte Etneo e Linguaglossa? Se è sì, per quale ragione fare ricorso ad autobus quando nessun mezzo su gomma può restituire i paesaggi, gli attraversamenti tra le lave, i paesaggi che solo quello su rotaia sa offrire? E’ vero che Piano Provenzana è raggiungibile solo in auto, inerpicandosi lungo una lingua di asfalto tortuosa quanto affascinante tra boschi e vigneti, ma il “trasbordo” sarebbe sufficiente porlo in essere a Linguaglossa anziché, più in basso, quasi in riva al mare, a Giarre Riposto.

In ogni caso, il turismo per affermarsi ha sempre bisogno di nuove idee e questa è buona. Dalle spiagge alle sciare attraverso la “Mare Neve”, sì buona idea, ancora meglio se “dal mare in montagna” dopo un tuffo nello Ionio di Ulisse.

Nato in Piemonte cresciuto in Sicilia: Siracusa, Adrano, Giardini Naxos. Cavaliere della repubblica, pensionato, 46 anni di servizio presso l’Agenzia delle Entrate già Uffici Imposte Dirette. Ha scritto per Tribuna del Mezzogiorno; Gazzetta del Sud;
Il secolo d’Italia; La Padania e qualche testata locale.

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