Svizzera, dal 18 obbligo di smart working. Serrata sulle attività

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Il numero delle infezioni si mantiene a un livello elevato e con la circolazione delle nuove varianti del virus, molto piu’ contagiose, aumenta il rischio di un’impennata dei contagi. In considerazione della situazione epidemiologica che resta tesa, il Consiglio federale ha deciso di dare un ulteriore giro di vite ai provvedimenti contro la diffusione del coronavirus. Da un lato prolunga di cinque settimane, sino alla fine di febbraio, la chiusura dei ristoranti, delle strutture per la cultura e il tempo libero e degli impianti sportivi decisa lo scorso dicembre. Dall’altro adotta nuovi provvedimenti per ridurre in modo drastico i contatti.

Dal 18 gennaio sara’ obbligatorio lavorare da casa, i negozi che non vendono beni di prima necessita’ dovranno restare chiusi, le manifestazioni private e gli assembramenti saranno ulteriormente limitati e sara’ rafforzata la protezione delle persone particolarmente a rischio sul posto di lavoro. Nonostante gli inasprimenti del mese di dicembre, a tutt’oggi non si constata una significativa inversione di tendenza nella progressione dei nuovi casi. 

La situazione epidemiologica rimane estremamente tesa, mentre il numero delle infezioni e dei ricoveri e la pressione sul personale sanitario restano molto elevati.La Svizzera deve al momento fare i conti anche con la presenza di due nuove varianti del coronavirus, altamente contagiose, che rischiano di provocare un’impennata delle infezioni difficilmente controllabile. In numerosi Paesi in cui queste varianti circolano in misura importante, le nuove infezioni sono cresciute in modo repentino nelle ultime settimane. Il Consiglio federale non dispone di dati secondo cui, in Svizzera, la situazione potrebbe evolvere in modo diverso rispetto a quanto avviene in questi Paesi. Stando alle prime stime, le nuove varianti sarebbero del 50-70 per cento piu’ contagiose. Il Consiglio federale ritiene estremamente preoccupanti questi scenari, anche se finora non vi sono indizi secondo cui le nuove varianti siano piu’ pericolose o suscettibili di causare decorsi piu’ gravi della malattia. Ai fini di una riduzione ancora piu’ drastica dei contatti, e quindi di un rallentamento della diffusione delle nuove varianti del coronavirus, il Governo ha percio’ dato un ulteriore giro di vite ai provvedimenti.

Dal prossimo 18 gennaio, il Governo inasprisce inoltre i provvedimenti nazionali, chiudendo negozi e mercati. Fanno eccezione i commerci che vendono beni di prima necessita’. Resta inoltre consentito il ritiro, sul posto, della merce ordinata. La regola che prevedeva la chiusura alle 19 e la domenica di negozi, negozietti delle stazioni di servizio e chioschi e’ invece revocata. I datori di lavoro devono disporre il telelavoro nei casi in cui, per la natura dell’attivita’, cio’ e’ possibile e attuabile senza un onere sproporzionato. Vista la durata limitata del provvedimento, non devono versare ai lavoratori alcuna indennita’ per spese, per esempio per l’elettricita’ o l’affitto.Per i casi in cui il lavoro non puo’ essere svolto da casa, o lo puo’ essere soltanto in parte, sono stati emanati ulteriori provvedimenti: per garantire la protezione dei lavoratori, nei luoghi chiusi vige l’obbligo della mascherina se sono presenti piu’ persone.

Una maggiore distanza tra le postazioni di lavoro nello stesso locale non e’ piu’ sufficiente. Le persone particolarmente a rischio vengono protette in modo specifico con l’introduzione del diritto al telelavoro o a una protezione equivalente sul posto di lavoro, oppure alla dispensa dal lavoro. Nelle professioni in cui le disposizioni sulla protezione non possono essere attuate, il datore di lavoro deve esentare i lavoratori particolarmente a rischio dall’obbligo di lavorare continuando pero’ a versare loro l’intero stipendio. In questi casi sussiste il diritto all’indennita’ per perdita di guadagno per coronavirus. Alle manifestazioni private possono partecipare al massimo cinque persone, bambini compresi. Anche nello spazio pubblico non sono ammessi assembramenti di piu’ di cinque persone. 

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