Sileri: no al Mes per la sanità. Poi l’Europa ci impone nuovi tagli. Anche Conte frena

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di Benedetta Baiocchi – Il Mes? Per Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e la coesione territoriale, è “una linea di credito molto vantaggiosa e che sarebbe un errore non utilizzarla”. Pi prudente è invece il premier Giuseppe Conte che ne parla dalla festa del Fatto Quotidiano.

“Sul Mes ‘ho un atteggiamento laico. Se avremo bisogno di ulteriore finanza, specie nella sanità, andrò in Parlamento a illustrare contenuti e discuteremo nell’interesse generale’. Peraltro, ha precisato Conte, ‘se si parla di Mes non bisogna pensare che chiedendo 36-38 miliardi verranno investiti tutti nella sanità. Se così fosse distruggeremmo negli anni futuri la nostra finanza pubblica, andrebbe a rotoli”.

A chiudere il cerchio e a far capire che c’è un cambio di prospettiva nel governo sul Mes è il sottosegretario alla salute, Pierpaolo Sileri, che lo boccia a 360 gradi.

Per riorganizzare e ricostruire la nostra sanità “sono necessari né più né meno di quello che negli ultimi 10 anni non è stato investito, come qualcosa tra i 25 e i 35 miliardi, tolto il Mes da parte”. Intervenendo a Coffe Break a La 7, Sileri tiene a precisare che il Mes “ha un piccolo problemino che è nel trattato: ci sono delle potenzialità di vincoli e sistemi di allerta che magari a 4, 5, 6, 7 anni da oggi, dopo che hai preso il Mes e magari investito in sanità, improvvisamente c’ un meccanismo di allerta in Europa che impone dei tagli. Non vorrei trovarmi nella situazione che, per prendere oggi qualcosa, fra 5 o 6 anni ci troviamo nuovamente con i tagli”. 

Chi l’avrebbe mai detto…

Photo by camilo jimenez 

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