Scandalo Epstein. Ghislaine non parla. Seppellita la verità, potenti tranquilli?

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di Luigi Basso – Martedì scorso, in videoconferenza dal carcere di Brooklyn, il Metropolitan Detention Center, Ghislaine Maxwell ha partecipato alla prima udienza del processo sui presunti scandali sessuali con minori che la avrebbero vista complice del suicida Epstein e di altri predatori sessuali, oggi ignoti.


Prima dell’udienza molti giornali hanno ipotizzato che la Maxwell avrebbe cercato un accordo con la Procura confessando la verità e consegnando le prove dei gravi reati commessi in questa vicenda.
Invece Ghislaine ha respinto le accuse, ha chiesto di uscire su cauzione e non ha detto altro.
Mentre i giornali sono sulle tracce del misterioso marito della Maxwell, novità emersa nel corso dell’udienza a sostegno della tesi della Procura di una grave pericolosità dell’imputata, che avrebbe, appunto, una vita poco trasparente, annotiamo due cose.


La Maxwell ha respinto le tesi della Procura e, dunque, un accordo sembra oggi lontano.
Il Giudice ha accolto le richieste della Procura e ha lasciato in galera Ghislaine fino al processo che entrerà nel vivo tra più di un anno, il 21 luglio 2021.
Nel frattempo la porta della cella 3×3 si è chiusa dietro le spalle della ex socialite, seppellendo con lei anche la verità.

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