Sanità, medici e infermieri sul piede di guerra. Il Ssn o riparte o va quel paese

3 Gennaio 2024
Lettura 2 min

di Gigi Cabrino – La finanziaria non soddisfa medici e personale sanitario, si annunciano nuove mobilitazioni.
Dopo le proteste e i due scioperi a dicembre, continua la mobilitazione anche a gennaio 2024 dei medici e infermieri per salvare il Servizio sanitario nazionale. Infatti, come ricorda Adnkronos, la protesta non è andata in vacanza.
“La vertenza sanità continuerà con altri scioperi: la richiesta emersa con voce unanime è stata: rispetto per la professione”. Così il sindacato dei medici e dirigenti del Ssn, Anaao-Assomed, che insieme al Cimo-Fesmed e agli infermieri del Nursing-Up aveva bloccato la sanità pubblica il 5 dicembre scorso. Mentre il 18 dicembre si erano astenuti dal lavoro l’Aaroi-Emac, gli anestesisti rianimatori, il Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr), Fvm – Federazione veterinari e medici e Cisl medici.

“Nei prossimi giorni discuteremo per una nuova data del primo sciopero 2024, a fine gennaio – afferma all’Adnkronos Salute Guido Quici, presidente del sindacato dei medici Federazione Cimo-Fesmed – ma siamo anche aperti ad un dialogo con il ministro della Salute e con il Governo. Certo, la Manovra è oggettivamente deludente. Enfatizza i 2 miliardi per il rinnovo dei contratti e sulle risorse per le liste d’attesa ma non inverte la rotta”. Ma la strategia dei sindacati va oltre i confini italiani. “Siamo disposti ad arrivare manifestare anche a Bruxelles”, avverte Pierino Di Silverio, segretario nazionale dell’Anaao-Assomed.


Proprio l’Anaao chiede di “investire nel Ssn non solo con finanziamenti, ma anche con leggi che ne consentano il rilancio; rendere appetibile le professioni sanitarie, con un piano di assunzioni che limiti il disagio; eliminare il tetto di spesa alle assunzioni; aumentare le retribuzioni, prevedendo finanziamenti adeguati per il rinnovo dei contratti; rivedere il modello contrattuale, con rispetto per le specificità sanitarie; depenalizzare l’atto medico e sanitario; mantenere i diritti acquisiti, anche con riferimento all’assetto pensionistico”. Se non dovessero arrivare risposte in tempi brevi “la vertenza non si fermerà, e per dar seguito alla nostra azione congiunta iniziata il 5 dicembre e nel rispetto dei regolamenti, siamo pronti – rimarca Di Silverio – a proclamare altre giornate di sciopero a gennaio”.


Secondo la Cimo, “occorre rilanciare l’offerta sanitaria” perché il Governo non può intervenire, come fatto in Manovra, “solo con l’abbattimento dei tempi d’attesa per le visite ma serve subito invertire il trend dei tagli dei posti letto e degli ambulatori che hanno fatto altri Esecutivi”. L’appello di Quici al ministro della Salute Orazio Schillaci e al Governo è dunque quello di “dimostrare il coraggio che altri non hanno avuto. Abbiamo capito che per la premier Meloni la sanità è una priorità – sostiene – ma ora deve dimostralo e non ci bastano più indicazioni evasive ma servono interventi strutturali e le risorse giuste. Altrimenti andremo in Europa per far sentire la nostra voce e la nostra protesta, visto che ci sono anche le elezioni”.

Sulla sponda infermieri, categoria unita nella battaglia sindacale con i medici, il Nursing Up interviene evidenziando che “se il Governo non deciderà di ascoltarci seriamente, le battaglie non volgeranno al termine anzi, possiamo senza dubbio considerarci all’inizio di una nuova caldissima stagione di proteste”.

Gigi Cabrino nato a Casale Monferrato (AL) nel 1977, laureato in economia aziendale, in Teologia e specializzato in servizi socio sanitari, padre di quattro figli. Consigliere comunale a Villanova Monferrato per due mandati a cavallo del secolo scorso e a San Giorgio Monferrato dal 2019. Lavoro nella scuola pubblica da alcuni anni come insegnante prima e tra il personale non docente poi. Atleta di fondo e mezzofondo da sempre.

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