RSA: “Su 100, 90 ancora non aprono a familiari”

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“Ieri, dopo 15 mesi, ho potuto finalmente riabbracciare mia madre”. Dario Francolino, presidente del Comitato Orsan, Open rsa now, racconta così l’incontro di ieri con la madre ospite di una struttura. “Ha stretto al petto le rose che le ho portato – dice – e mi ha detto: ‘Finalmente sei venuto’. Perché lei non ricorda che non potevo andare, che la mia assenza era imposta dalle regole, non era certo una mia volontà”.Dopo una battaglia che ha portato alla nascita del comitato, Francolino è riuscito, come altri, a incontrare la madre, ma – avverte – la strada è “ancora lunga”. La prima cosa da fare è “chiedere un incontro e un confronto con i direttori delle rsa” per poter garantire a tutti di incontrare i propri familiari, ospiti delle strutture. Resta, infatti, il nodo delle linee guida per le aperture. “Facendo 100 il totale, ad oggi ancora 90 sono chiuse – sottolinea – l’alibi è che l’ordinanza del ministero è arrivata sabato, ma non accettiamo una scusa simile”. “Non ci fermeremo fino a quando non saranno aperte tutte le strutture che ospitano i nostri anziani”, assicura .La proposta ‘provocatoria’ che lancia Francolino “è sanzionare anche con la perdita dell’accredimento le strutture che non si adeguano alle linee guida della circolare”.

 “Se c’è una rsa con uno spazio esterno grande, ci si incontra fuori, ma chi ha parenti allettati ha fatto percorso covid per entrare – sottolinea – Chi non ha personale per accogliere tutti, dovrà ‘prenotare’ la visita, ma no a tenerle chiuse senza motivo, soprattutto per l’ok alle riaperture arrivate dal ministero”.Chiedono un incontro e un dialogo con i direttori delle rsa per consentire a tutti di poter incontrare i propri familiari “nel rispetto di ogni forma di sicurezza”. 

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