Rotta Olbia-Civitavecchia. Test per chi sbarca. Quello che il governo negò a maggio

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Sta per arrivare ad un punto di mediazione con il ministro gli Affari Regionali Francesco Boccia il monitoraggio degli sbarchi da e per la Sardegna. L’isola, che era uscita indenne dal covid, si trova ora ad avere non solo importato i contagi ma ad essere diventata moltiplicatore di quest’ultimi, con una espansione sul territorio che danneggia sia le attività locali che la regione Lazio. Secondo quanto si apprende, le Regioni Lazio e Sardegna lavorano, con la mediazione del ministro per gli Affari Regionali avrebbero trovato l’accordo sui test del coronavirus sia ai turisti che lasciano la Sardegna, sia a quelli in partenza dal Lazio verso l’isola. La soluzione metterebbe d’accordo le richieste di entrambe le amministrazioni dopo l’impennata dei contagi con 215 nuovi positivi registrati nel Lazio in 24 ore, 97 dei quali di ritorno dalla Sardegna

Meno di tre mesi fa, si consumava uno scontro che vedeva opposti da una parte i lombardo-veneti e dall’altra parte le Isole maggiori sull’opportunità o meno di ospitare sulle spiagge sarde e siciliane turisti provenienti dalle aree più duramente colpite dall’epidemia.

Ora, a vacanze quasi concluse, la scena si ripete, ma a parti invertite e con un nuovo protagonista, la Regione Lazio. In buona sostanza, dopo un paio di mesi di spiaggia, feste e qualche eccesso nelle località turistiche della Sardegna, il Lazio teme i contagi di ritorno e a dare voce a tutta la preoccupazione della Regione è l’assessore alla Sanità che lancia un candido appello “affinché la Regione Sardegna possa fare i test agli imbarchi” per evitare “il propagarsi del contagio all’interno delle navi e dei traghetti, che sarebbe complicato rintracciare successivamente”.

Il riferimento è alla rotta Olbia-Civitavecchia, la più battuta dai vacanzieri. Il presidente della Regione e leader del Pd, Nicola Zingaretti aggiunge: “Il Ministero della Salute e la Regione Sardegna devono urgentemente predisporre controlli con tampone agli imbarchi dei traghetti” scrive in una nota. E a sostegno della sua richiesta cita dati secondo cui “i positivi asintomatici agli sbarchi sono moltissimi, ma coloro che vengono eventualmente contagiati in viaggio non è possibile intercettarli allo sbarco perché il contagio si manifesta solo dopo alcuni giorni”.

Photo by Michael Makarenko 

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