Roma “laboratorio criminale nazionale”

17 Luglio 2020
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Roma ovvero l’evoluzione del male. “La capitale, provincia compresa, costituisce un unicum nel panorama nazionale, una sorta di ‘laboratorio criminale’ nel quale le ‘mafie tradizionali proiettate’ convivono ed interagiscono con associazioni criminali autoctone”. Parole forti, senza precedenti, che arrivano dall’ultima relazione semestrale della Dia nel capitolo dedicato a Roma, “uno scenario delinquenziale complesso ed eterogeneo, caratterizzato da elevata dinamicità”.

In passato c’era la banda della Magliana che tra anni ’70 e ’80 teneva le fila con la mafia. Oggi c’è “una sorta di nuova tendenza alla violenza, riconducibile a soggetti criminali emergenti nell’ambito della gestione delle piazze di spaccio degli stupefacenti”.

Secondo la Dia “si registra una forma di criminalita’ comune, anch’essa spesso organizzata, piuttosto diffusa soprattutto in alcuni quartieri periferici degradati”. “La diffusione di ricchezza – spiegano gli analisti della Dia – e le opportunita’ di investimento offerte costituiscono da anni un’attrattiva per le proiezioni mafiose che, al di fuori delle aree d’origine, hanno a lungo mirato, in via principale anche se non esclusiva, a reinvestire i capitali illecitamente accumulati”. Obiettivo questo favorito “dalle innumerevoli attivita’ economiche e commerciali, con una conseguente, maggiore facilita’ di mimetizzazione”.

Photo by Cristina Gottardi 

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