Quell’accordo tra Lega e 5Stelle su Tridico e il salvataggio di Salvini sul caso Diciotti

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di Stefania Piazzo – E’ il 20 febbraio 2019 e il nome di Pasquale Tridico rimbalza nelle stanze di Palazzo Chigi e delle segreterie di partito in modo trionfante. E sulla stampa economica. Riporta il Sole24Ore: “Pasquale Tridico si avvia a grandi passi verso la presidenza dell’Inps. È la sua nomina, su cui ieri è stata raggiunta l’intesa nel vertice politico a Palazzo Chigi, il primo effetto del salvataggio di Matteo Salvini da parte del M5S: il “tributo” pagato dalla Lega alla fedeltà dimostrata dall’alleato di governo“.

Eh sì, è lo stesso Tridico che è l’uomo di punta dei 5Stelle, il docente di Politica economica all’Università di Roma Tre, ma soprattutto super consulente di Luigi Di Maio sul reddito di cittadinanza.

Addirittura era il candidato ministro del Lavoro nella squadra di governo presentata prima delle politiche del 4 marzo.

Ma di quale salvataggio parla il Sole24Ore? Rispolveriamo la memoria un po’. Rassegna stampa? Massì, rassegna stampa sia.

Scrive Libero il 24 febbraio dello stesso anno sulla nomina di Tridico all’Inps: “Una decisione abbastanza prevedibile dopo la nomina di Paolo Savona, in quota Lega, alla Consob, e sulla quale probabilmente ha pesato anche la decisione del M5s di negare l’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per il caso Diciotti“. 

Sta di fatto che un mese dopo, il 20 marzo 2019, il Senato mise la parola fine alla richiesta di autorizzazione a procedere contro Salvini.

Insomma, Tridico è il padre del reddito di cittadinanza, votato dalla Lega, il suo nome è il prezzo di un accordo politico. Vale forse la pena ricordarlo, e riflettere sul prezzo che è costato il governo giallo-verde, nelle lunghe ricadute che ancora oggi arrivano sulle nostre teste. Chi di spada ferisce, di spada perisce.

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