Puglia non vuole reintegrare i sanitari No Vax. Legge regionale avvallata da Corte Costituzionale

Lettura 4 min

Bari contro Roma. La Puglia respinge al mittente le disposizioni del ministro della Salute che reintegra dal 1° novembre i sanitari che non si erano vaccinati. La Regione rivendica l’autonomia e la legge regionale che fissa regole più severe, e l’assessore alla salute Rocco Palese non fa retromarcia.

”In Puglia – ha spiegato – sono solo 10 i medici del sistema sanitario regionale a non aver ricevuto la vaccinazione anti Covid e 103 sono i non vaccinati tra operatori sanitari e infermieri. La situazione di questo personale sanitario è regolata dalla legge regionale, che consente solo agli operatori che si sono vaccinati, secondo le indicazioni del Piano nazionale di prevenzione vaccinale vigente, di poter accedere a determinati reparti ospedalieri. Questo a tutela dei pazienti e degli stessi operatori. La legge regionale è e rimane in vigore”.

Infatti la norma, la legge regionale 19 giugno 2018, n. 27, stabilisce che ”al fine di prevenire e controllare la trasmissione delle infezioni occupazionali e degli agenti infettivi ai pazienti, ai loro familiari, agli altri operatori e alla collettività” i sanitari devono effettuare il vaccino e stabilisce pure ”I reparti dove consentire l’accesso ai soli operatori che si siano attenuti alle indicazioni del Piano nazionale di prevenzione vaccinale vigente per i soggetti a rischio per esposizione professionale”.

Ora si apre un bel braccio di ferro perché la Corte Costituzionale aveva dichiarato la legittimità costituzionale della norma regionale con sentenza n. 137 del 6 giugno 2019 affermando che la normativa regionale è indirizzata ”specificamente agli operatori sanitari che svolgono la loro attività professionale nell’ambito delle strutture facenti capo al Servizio sanitario nazionale, allo scopo di prevenire e proteggere la salute di chi frequenta i luoghi di cura: anzitutto quella dei pazienti, che spesso si trovano in condizione di fragilità e sono esposti a gravi pericoli di contagio, quella dei loro familiari, degli altri operatori e, solo di riflesso, della collettività”.

Chi la spunterà?

In attuazione della legge del 2018 la Regione Puglia ha approvato il regolamento regionale 15 giugno 2020, n.10, nel quale sono definite le modalità operative e le tipologie di vaccini previste quale obbligo a carico degli operatori sanitari. Con specifico riferimento alla vaccinazione anti Sars-CoV-2/Covid-19 degli operatori sanitari, la Regione Puglia ne ha esteso l’obbligo con l’art. 1 della legge regionale 10 marzo 2021, n. 2, al fine di ”prevenire e controllare la trasmissione delle infezioni occupazionali e degli agenti infettivi ai pazienti, ai loro familiari, agli altri operatori e alla collettività” e ”purché la pratica di prevenzione sia prescritta in forma di obbligo o raccomandazione dalla legislazione statale, ovvero contenuta in disposizioni normative statali eccezionali e d’emergenza, oppure sia prevista da atti amministrativi nazionali, comunque denominati, diretti a favorire la massima copertura vaccinale della popolazione e per questo aventi efficacia integrativa del Piano nazionale di prevenzione vaccinale”. Inoltre secondo il direttore del dipartimento salute, Vito Montanaro, poiché ”le circolari del Ministero della Salute confermano le raccomandazioni e le indicazioni operative in ordine alla copertura vaccinale da Sars-CoV-2, oltre che dall’influenza stagionale, degli operatori sanitari, trovano piena e legittima applicazione le disposizioni contenute nelle norme regionali in vigore”. La Regione ricorda, inoltre, che ”anche il Tar Puglia si è più volte espresso in senso favorevole al quadro normativo sopra menzionato rigettando i ricorsi presentati da operatori sanitari e da associazioni di rappresentanza”.

Servizio Precedente

Col decreto antirave, ci sarebbero state Pontida o Venezia nel 1996?

Prossimo Servizio

Braccio di ferro tra Germania e Italia sui migranti. Meloni tornerà a casa vincitrice?

Ultime notizie su Cronaca