Procura sequestra 170mila euro ad europarlamentare Lega. La replica: Nessun illecito

27 Febbraio 2023
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La Procura europea (Eppo) di Milano ha eseguito un sequestro di oltre 170 mila euro nei confronti dell’europarlamentare Stefania Zambelli (Lega) e di quattro suoi assistenti, nell’ambito di un’indagine su una possibile frode ai danni dell’Ue, relativa alle indennita’ parlamentari in relazione alla retribuzione di quattro assistenti assunti in Italia. Lo si apprende da un comunicato stampa della Procura europea. L’indagine e’ condotta dall’Eppo e dalla sezione di Brescia della Guardia di Finanza. Secondo le prove raccolte, i quattro membri del personale non hanno svolto le attivita’ relative alla funzione per cui erano stati assunti, o le hanno svolte solo parzialmente, documentando falsamente le loro attivita’ al Parlamento europeo, si legge nella nota. Inoltre, secondo l’indagine, avrebbero anche travisato le loro qualifiche, avendo dichiarato competenze educative e professionali che non avevano. Come si legge nel comunicato, “si ritiene che l’eurodeputata, che e’ strettamente legata ad almeno una delle persone assunte, abbia anche beneficiato delle somme pagate dal Parlamento europeo per le attivita’ lavorative che il personale avrebbe dovuto svolgere”. I danni stimati per il bilancio dell’Ue ammontano a 172.148,82 euro. L’esecuzione del provvedimento di sequestro e’ stata completata giovedi’ scorso dalla Guardia di Finanza italiana e ha riguardato conti bancari e auto di lusso.

Insieme all’eurodeputata della Lega Stefania Zambelli, e’ indagato anche Marco Pacini, un ultras della Curva Sud del Milan che fa parte dello staff dell’esponente bresciana, coinvolto anche in precedenti indagini legate alle tifoserie. Secondo gli accertamenti della Procura europea e della Guardia di Finanza di Brescia, Pacini, compagno della figlia della deputata Zambelli, avrebbe un ruolo nel capoluogo lombardo che non gli consentirebbe di adempiere alle mansioni vincolate alle attivita’ da parlamentare per le quali e’ stato assunto. Una parte del sequestro da 170 mila euro compiuto dalla Guardia di Finanza avrebbe riguardato anche un’auto intestata a Pacini. 

“In relazione ai fatti che hanno determinato l’esecuzione del sequestro preventivo a mio carico, tengo a precisare che né io né i miei collaboratori abbiamo commesso alcun illecito. Il nostro operato è sempre stato improntato alla massima lealtà e trasparenza nei confronti delle istituzioni e della collettività”. Lo ha detto attraverso una nota, l’eurodeputata Zambelli. “Mi preme sottolineare che l’assistente parlamentare che con la sua denuncia ha dato origine a questo procedimento, è la stessa persona che mi aveva già denunciato al Parlamento Europeo nel 2019, con le stesse argomentazioni”, ha aggiunto Zambelli. “In quella circostanza, per i medesimi fatti, questa assistente è stata all’esito del giudizio licenziata per giusta causa, secondo le indicazioni ricevute dagli stessi funzionari del Parlamento Europeo, mentre nei miei confronti non è stato emesso alcun provvedimento. Sono a completa disposizione delle autorità giudiziarie per qualsiasi chiarimento”.

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