Poste italiane, gli auguri di Natale a maggio. In attesa delle Poste… padane!

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di Pierluigi Crola – Ieri era il 5 maggio 2020. E non scrivo la data a casaccio. Capirete in seguito. Verso fine mattinata, vado a ritirare la posta dalla mia casella. C’è un po’ di tutto: fatture, avvisi della banca e… sorpresa: un biglietto. Senza far caso alla data, apro e vedo un bigliettino natalizio con relativi auguri. Pensavo a uno scherzo per ridere un po’ in tempo di Coronavirus. È proprio un bello scherzo, però, purtroppo è vero. Lo scherzo me l’hanno fatto le poste italiane (lo scrivo minuscolo perché non si meritano di più). Guardo data e luogo di spedizione: Casaletto Lodigiano, 14.12.19. sì, avete capito bene: Casaletto lodigiano, non Nuova Zelanda. Ma le sorprese non sono ancora finite: sul retro leggo su un timbro Milano Borromeo CMP 16.12.19. Dopo due giorni il biglietto è arrivato a Milano. Meno male: solo due giorni. Peccato però che dalla Posta Centrale a casa mia, zona Loreto, la posta è arrivata solo oggi. Quasi 5 mesi!

Mi era capitato di peggio solo circa 40 fa quando un mio carissimo amico di università mi aveva mandato verso il 20 di dicembre gli auguri di Natale. Pensavo: che maleducato, non solo non mi ha fatto gli auguri a voce, ma non mi ha mandato nemmeno un biglietto.

Invece il biglietto me l’aveva mandato, ma era arrivato verso il 10 gennaio! E non stava in Alaska, ma a Concorezzo: più di 20 giorni per fare 20 km…

Dopo 40 anni ci sono voluti quasi 5 mesi per fare pochi chilometri. Di questo passo dove andremo a finire? Non ci rimane che sperare nelle Poste Padane (queste sì scritte con la lettera maiuscola).

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