Ponte Stretto, lo scoglio degli espropri per 10mila persone

2 Aprile 2024
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“Ci risiamo: relativamente al ponte sullo Stretto, il governo oggi annuncia in pompa magna l’avvio del piano espropri. Si fa passare il messaggio che in quattro e quattr’otto verranno demolite centinaia di case, lasciando ai cittadini uno sportello informativo per capire come fare fagotto e togliersi dai piedi.In realtà le cose non sono così semplici come la ‘Società Stretto di Messina Spa’ vuole farle sembrare: la pubblicazione dell’avviso non significa affatto che gli espropri, e a seguire il cantiere, partiranno. che le associazioni ei comitati dei cittadini stanno preparando centinaia di osservazioni al progetto, che dovranno essere valutate tutte con la massima attenzione, e che ci sono le autorizzazioni relative all’impatto ambientale da ottenere. si prenderà la responsabilità di dare il disco verde a un progetto così impattante e con ancora così tante lacune, che non porta alcuna vera utilità”.

Così in una nota la senatrice messinese del M5s Barbara Floridia, presidente della commissione di Vigilanza Rai. “Abbiamo la conferma, purtroppo- aggiunge- di un modo di procedere piuttosto approssimativo da parte di governo e istituzioni locali, con il comune di Messina che è atteso in primo luogo a tutelare i suoi abitanti e non altre parti. I cittadini sono stati tagliati fuori dal dibattito pubblico sull’opera, pur previsto dal nostro codice degli appalti, ma rispetto al quale per il ponte il governo ha preferito derogare. La propaganda di Salvini la conosciamo, ma non può valere tutto”.

“Io ho una casa dove vivo sempre, estate e inverno, da 22 anni. Non è una seconda, terza o quarta casa, come dicono loro. Non è un’abitazione abusiva e si trova in località Torre Faro. Il mio condominio ricade al centro esatto dell’area degli espropri. Diecimila persone espropriate dove se ne vanno? In una città che in tante zone è già devastata comunque. Non se ne può proprio più”. A raccontare a LaPresse le sue preoccupazioni è Mariolina De Francesco, la cui abitazione ricade proprio nell’area dove dovrebbe sorgere uno dei piloni del Ponte sullo Stretto di Messina.

“Questa storia è diventata un incubo – dice De Francesco -. Io mi ricordo fin da bambina, alla fiera campionaria di Messina negli anni ’70, lo stand con il modellino del ponte. E mia madre mi dice che ancora prima si parlava di questo maledetto ponte. Ci sono 3 o quattro associazioni con centinaia e centinaia di persone che lavorano attivamente contro questa cosa”. Domani sarà pubblicato l’avviso di avvio del procedimento per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e alla dichiarazione di pubblica utilità, che sarà sancita con l’approvazione del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina da parte del Cipess. “La mia idea è che loro sanno di non poterlo fare il ponte – spiega -. Ci hanno detto di potere ‘aggiustare in corso d’opera’ le critiche legate ai fattori di rischio ambientale. Ma come si fa a fare questi discorsi sulla pelle della gente”.

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