Ponte Morandi, i parenti: dopo Viareggio, preoccupati per esito processo. Politici si riempiono solo bocca parlando di giustizia

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“Abbiamo visto intercettazioni con persone che dicevano che il ponte era marcio, era una cosa arcinota. Speriamo che questa verità di indagine alla fine diventi anche una verità processuale definitiva”. Lo dice all’ANSA Egle Possetti del Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi, in vista dell’avvio lunedì dell’incidente probatorio per il crollo del viadotto sul Polcevera che il 14 agosto 2018 ha causato 43 morti.

“La recente sentenza per la strage di Viareggio lascia un po’ allibiti tutti i parenti che hanno subito delle perdite come la nostra – sottolinea -. Dopo 11 anni e mezzo ci si ritrova con un pugno di mosche. Questa parte di realtà italiana è estremamente difficile da accettare e anche noi abbiamo delle preoccupazioni per l’esito finale”. Sull’incidente probatorio “ovviamente c’è anche un po’ di apprensione, è una parte molto importante del procedimento. Chiaramente essendo una parte tecnica, la discussione sarà molto articolata. Vedremo”, dice Possetti annunciando la propria presenza da lunedì a Genova.

“Attendiamo con fiducia anche perché alla fine dell’incidente probatorio dovrebbero esserci i tempi tecnici per poi arrivare alle imputazioni e far partire finalmente il processo. Speriamo che con questa lunga fase di indagini approfondita poi il processo possa essere un pochino piu’ breve, perche’ e’ stato molto sviscerato il lato tecnico”.

“Come parenti rammarica molto continuare a vedere dopo due anni Aspi gestire indisturbata le autostrade, con tutto quello che e’ avvenuto, nel nostro caso e dopo. Si è scoperchiato un vaso di pandora: pannelli fonoassorbenti, gallerie – dice -. Dopo quello che abbiamo sentito continuano a fare utili indisturbati”.

“Le forze politiche ci tengono a dare giustizia ai parenti delle vittime o si riempiono solo la bocca a cerimonie e ricorrenze, quando hanno visibilità? – chiede così Possetti interpellata su un possibile ‘appello’ al prossimo esecutivo -. La concessione è ancora lì e in questo momento la caduta del Governo affossa l’iter di riforma della giustizia e quello che è in itinere per quanto riguarda la concessione. E’ uno stop a tutto. Chiunque sarà il nuovo presidente del Consiglio, come parenti ci faremo sentire per portare avanti le nostre istanze”. 

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