Pensioni, Meloni: Evitare bomba sociale. Intanto è il Sud ad avere più pensionati che lavoratori

30 Maggio 2023
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 Dobbiamo garantire la tenuta del sistema ed evitare il manifestarsi di una bomba sociale nei prossimi decenni. Il confronto con le parti sociali su questi temi è particolarmente prezioso. Credo che si possa partire dal lavoro dell’osservatorio e dei tavoli tecnici, un lavoro di studio, per poi proseguire con un confronto complessivo sul sistema pensionistico. Un confronto che possa portarci a soluzioni migliori in una materia molto complessa”. Così a quanto si apprende il premier Giorgia Meloni ai sindacati nel corso del confronto a Palazzo Chigi tratteggia il futuro intervento sulle pensioni. “Il 23 marzo è stato istituito al Ministero del lavoro l’osservatorio per il monitoraggio della spesa previdenziale. Sarà utile per mappare tutta la spesa e per valutare anche gli effetti di determinazioni provvedimenti in tema di esodi aziendali e ricambio generazionale”, prosegue dettagliando il prossimo ruolino di marcia: “il primo tavolo sarà sugli anticipi pensionistici, poi si lavorerà sul rafforzamento del sistema previdenziale, con particolare riguardo alle pensioni future”, conclude.

 “Un nuovo intervento in materia pensionistica dovrebbe garantire la conservazione e implementazione di forme di flessibilità del sistema, anche in funzione dei riflessi sull’occupazione delle nuove generazioni. In tal senso, ferma la piena attenzione alla sostenibilità della spesa pensionistica e ai suoi impatti sul debito pubblico, auspicabili soluzioni equilibrate che, in termini complessivi, favoriscano un ricambio generazionale, promuovendo, per un verso, flessibilità e gradualità di accesso a pensione dei lavoratori senior e, per altro verso, un più ampio ingresso dei giovani nel mondo del lavoro”. Lo si legge in un documento approvato dal consiglio dell’ Abi che sarà presentato oggi a Palazzo Chigi in occasione di un incontro con il Governo sul tema delle riforme.

 “Gli obiettivi di flessibilità e gradualità possono anche avvalersi della sinergia tra strumenti e la bilateralità: il settore pubblico del credito ha sviluppato da oltre 20 anni un efficace utilizzo del proprio Fondo di solidarietà bilaterale. Si tratta di un’esperienza positiva costruita su un’impostazione la cui validità è stata ripetutamente confermata (in particolare dalle riforme degli ammortizzatori sociali del 2012, 2015 e 2021) e quindi da confermare. Gli strumenti di accompagnamento alla pensione previsti dai Fondi di solidarietà bilaterali possono inoltre contribuire con maggiore efficacia agli obiettivi di flessibilità e gradualità nell’accesso alla pensione attraverso misure che consentono una loro sinergia con altri strumenti di sostegno già in essere, in analogia con quanto oggi disciplinato nell’ambito del contratto di espansione”, si legge ancora. Nel contempo, “una riflessione generale sulle pensioni non può prescindere dal coinvolgere anche il secondo pilastro della previdenza complementare e la necessità di un suo sviluppo e diffusione, tenuto conto del previsto andamento del tasso di sostituzione tra pensione-retribuzione, anche in conseguenza della discontinuità delle carriere che può caratterizzare fasce di persone nel mercato del lavoro. In tal senso, l’adeguamento di alcuni aspetti normativi andrebbe accompagnato con un investimento nell”educazione finanziaria’, per richiamare l’attenzione anche delle nuove generazioni sui temi previdenziali, in una prospettiva di medio-lungo periodo propria del tema pensionistico”, conclude il documento.

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