Paura per il Coronavirus. La provincia di Treviso resta senza professori. Solo 5 candidature su 1500

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di Riccardo Rocchesso – In un Veneto preoccupato per il proprio futuro economico, con un’azienda su tre a rischio fallimento e la grande incertezza per l’inverno, avviene una cosa insolita, che dimostra, come se non servisse ulteriormente, la sostanziale “distanza” tra chi lavora nel pubblico e privato.

Succede in provincia di Treviso, la città del boom economico, dei Benetton, una meta molto ambita in passato da molti lavoratori della penisola, ora tristemente snobbata dai professori delle altre regioni italiane.

La motivazione principale? La paura per il Coronavirus ovviamente. Conseguente anche allo scandalo delle caserme Serena ed i profughi contagiati, probabilmente. Non dimenticandoci, però, anche delle politiche molto restrittive di Zaia, che oltre ad aver allontanato i turisti sta procurando la stessa conseguenza con i docenti.
Le altre motivazioni sono il timore di ritrovarsi a lavorare con la didattica a distanza e il vincolo della permanenza dei cinque anni.
Già, troppi, lontani da casa.

Questi tra i motivi che hanno spinto molti professori di altre regioni a non accettare il ruolo nel trevigiano. Come riporta il Gazzettino sono solo cinque infatti i docenti che si sono fatti avanti da altre parti del Paese per firmare un contratto a tempo indeterminato salendo in cattedra nelle scuole trevigiane.

La conseguenza? Restano da coprire “solo” altri 1500 posti.
L’apertura al reclutamento di professori, ha registrato un’adesione bassissima. Tra i cinque insegnanti, uno arriva dalla Campania, uno dalla Sicilia, due dal Friuli e uno dalla Lombardia. 

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