Open Arms, udienza preliminare per Salvini

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L’udienza e’ fissata per domani nel bunker del carcere Ucciardone di Palermo off limits ai giornalisti. Il gup Lorenzo Jannelli ha respinto la richiesta di alcuni cronisti di essere presenti in aula visto l’interesse pubblico della vicenda. Una decisione, ha scritto il giudice, imposta dal codice di procedura penale per l’udienza preliminare. Nell’aula in cui anni fa venne celebrato il primo maxiprocesso alle cosche mafiose, dunque, domani ci saranno solo le parti: l’imputato, il senatore Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio, il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, l’aggiunto Marzia Sabella, il pm Gery Ferrara e le persone lese dal reato che sceglieranno di comparire.

“Vado ad ascoltare. Il reato prevede 15 anni di galera poi non so se i 15 anni di Catania si potrebbero sommare a quelli di Palermo, cosi facciamo cifra tonda: 30” ha commentato il leader della Lega, giunto oggi a Palermo in vista dell’udienza. Difficile che gia’ domani si arrivi a una decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura.

Piu’ probabilmente l’udienza sara’ dedicata alle questioni preliminari e alle costituzioni di parte civile. Nel merito delle imputazioni si entrera’ nel prosieguo del procedimento, quando i pm ribadiranno davanti al gup la richiesta di processo per l’ex ministro dell’Interno, accusato di aver negato, ad agosto del 2019, alla nave della ong spagnola Open Arms di far sbarcare nel porto di Lampedusa i 107 profughi soccorsi in mare. Accuse non nuove per Salvini, gia’ imputato a Catania per una vicenda analoga.

La nave della Opem Arms rimase 20 giorni ferma davanti alla maggiore delle Pelagie. Furono, poi, i magistrati di Agrigento, in seguito a un’ispezione a bordo, a ordinare lo sbarco d’urgenza dei profughi stremati dal caldo e dalla traversata in mare. Il fascicolo venne trasmesso alla procura di Palermo, ufficio inquirente del capoluogo in cui ha sede il tribunale dei Ministri, competente in quanto si ipotizzarono responsabilita’ penali dell’allora titolare del Viminale Salvini.

A novembre del 2019 il tribunale dei Ministri ricevette dai pm la richiesta di procedere a indagini preliminari nei confronti del leader della Lega. A febbraio scorso la decisione del collegio di chiedere al Senato l’autorizzazione a procedere. Nel provvedimento, con il quale il tribunale ha accolto sostanzialmente la ricostruzione dei pm, i giudici hanno affermato il principio dell’obbligo di prestare soccorso in mare e definito come “amministrativo” e non politico l’atto di vietare l’approdo ai migranti disposto da Salvini.

La decisione di non far sbarcare a Lampedusa i profughi soccorsi, secondo i magistrati, insomma, fu un atto deciso dall’allora ministro dell’Interno individualmente, quindi non “condiviso” con gli altri esponenti del Governo, come invece ha sempre sostenuto il leader della Lega. Dopo l’autorizzazione a procedere di Palazzo Madama la palla e’ tornata alla Procura di Palermo che e’ andata avanti chiedendo il rinvio a giudizio di cui da sabato si discutera’ in udienza preliminare.

Il procedimento, dopo la fase del tribunale dei Ministri, prosegue dunque, per le vie ordinarie. Al momento cinque migranti sarebbero intenzionati a costituirsi parte civile: non saranno presenti fisicamente essendosi nel frattempo trasferiti in Germania, ma affideranno la richiesta di costituzione ai loro legali.

Altre associazioni (Legambiente, Accoglie Rete, Mediterranea Saving Humans Arci, Open Arms e Asgi) hanno annunciato di volersi costituire parte civile. Il gup al termine dell’udienza preliminare potra’ disporre il processo a carico del leader della Lega o decidere per il proscioglimento.

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