Obbligo di mascherina all’aperto. Le nuove ordinanze dei sindaci da Milano a Bergamo, Padova, Aosta e Firenze. Ecco dove e quando

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Nuova stretta dei sindaci dopo l’obiettivo centrato dai governatori del super Green pass. Il primo cittadino di Milano, Beppe sala, e Giorgio Gori a Bergamo, fanno un passo più in là. Ecco Sala. L’ordinanza che imporrà l’uso della mascherina anche all’aperto nel centro storico “è pronta e la firmerò adesso al rientro in Comune, varrà dalla mezzanotte di venerdì fino al 31 dicembre e riguarderà tutta l’asse dal castello a San Babila”. Lo ha detto il sindaco in visita all’anagrafe del Municipio 1 per partecipare alla campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. 

 E’ stata pubblicata sull’albo pretorio del Comune di Milano e sarà valida, come si legge, dalle ore 00.01 di sabato 27 novembre 2021 alle ore 24.00 di venerdi’ 31 dicembre 2021, nella fascia oraria compresa tra le ore 10.00 e le ore 22.00, nelle seguenti vie e piazze: Piazza Castello, Largo Cairoli, Via Dante, piazza Cordusio, Via Orefici, Via Mercanti, piazza Mercanti, Piazza del Duomo, Galleria Vittorio Emanuele II, Corso Vittorio Emanuele II, piazza San Babila. Per chi non rispetterà l’obbligo di indossare la mascherina in queste zone scatterà una sanzione amministrativa pecuniaria da 400 euro a 3000. Il Comune ha deciso di emettere l’ordinanza “allo scopo di prevenire ogni ulteriore evoluzione negativa del quadro pandemico nel territorio del Comune di Milano”, considerato che nel periodo di Natale in centro ci sarà un intenso flusso di persone. 

Con Sala, anche il sindaco di Bergamo. Giorgio Gori ha infatti firmato un’ordinanza nella tarda mattinata di giovedì che impone l’uso della mascherina da sabato fino al 1 gennaio, tutti i giorni dalle 10 alle 22 all’aperto nelle più battute e centrali aree cittadine, in Città Alta e in tutti i mercati cittadini.

Oltre ai due centri lombardi, nelle scorse ore misure simili sono state annunciate dai sindaci anche in città come Padova, Firenze e Aosta.

In particolare, le zone e le vie dove sarà obbligatorio osservare il provvedimento sono: piazzale degli Alpini, viale Papa Giovanni XXIII, viale Roma, Galleria Fanzago, Largo Porta Nuova, Sentierone, via XX Settembre, via Tiraboschi, piazza Pontida, largo Rezzara, via Borfuro, via Sant’Orsola, via Sant’Alessandro (nel tratto compreso tra Largo Rezzara e via Garibaldi), via Tasso, via Pignolo bassa, piazzetta Santo Spirito, piazza Matteotti, piazza Cavour, piazza Vittorio Veneto, passaggio Zeduri, passaggio Bruni. Inoltre, mascherina tassativa anche nella piazzetta antistante la stazione bassa della Funicolare, in piazza Mercato delle Scarpe, in via Gombito e via Colleoni (Corsarola), in piazza Mascheroni, in piazza Cittadella, in largo Colle Aperto e in piazza Vecchia. La notte di Capodanno l’obbligo si estende fino alle 2 del giorno dopo, mentre la Polizia locale sarà incaricata di svolgere i controlli: eventuali sanzioni per inosservanza delle nuove misure vanno da 400€ a 3.000€. D’altronde, come specificato dallo stesso sindaco orobico su Twitter, “siamo in zona bianca e ci vogliamo restare, per evitare limitazioni della nostra libertà e chiusure che danneggerebbero le attività economiche”. Infatti, c’è da dire che i contagi a Bergamo sono in lenta, ma costante crescita, seppur la situazione sia ancora sotto controllo e, anzi, una delle migliori in Italia: l’incidenza è passata nei giorni scorsi da 26 a 57 contagiati ogni 100.000 abitanti e son 43 le persone attualmente ricoverate all’ospedale Papa Giovanni.

 Il prefetto di Milano, Renato Saccone, aveva inviato nei giorni scorsi una lettera al sindaco di Milano, e a tutti i sindaci dell’hinterland milanese per sensibilizzarli sulle misure da mettere in atto per rimanere in zona bianca, a seguito dell’aumento dei contagi da Covid. In particolare, nella missiva, il prefetto invitava i primi cittadini a valutare tutti gli eventi e le circostanze dove si rendono necessarie misure per restare in zona bianca, compreso l’obbligo delle mascherine all’aperto, tramite eventuali ordinanze, nei luoghi dove potrebbero crearsi assembramenti, come fiere e mercati natalizi.

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