Nasce l’asse anticovid dei governatori del Nord. Ma all’appello mancano…

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di Stefania Piazzo – Tre ordinanze concertate, condivise. Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna. Tre aree potenti per l’economia del Nord, politicamente non uniformi, si va dalla Lega al Pd ma strategicamente unite nel gestire, per quanto possibile, l’emergenza creando un fronte comune. “Abbiamo davanti un obiettivo che deve essere di tutti: frenare il contagio e invertire la curva della pandemia. E’ la priorità. E possiamo centrarlo rispettando le regole, con senso di responsabilità e senza panico”. Per tutti parla il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini commentando l’ordinanza della sua regione appena uscita, che introduce misure più restrittive. “Servono unità e condivisione, recuperando lo spirito comune che aveva caratterizzato la prima fase dell’emergenza sanitaria, per tutelare la salute delle persone, garantire la possibilità per le strutture sanitarie di garantire servizi di assistenza e cura, non penalizzare in maniera indiscriminata il lavoro, le attività economiche e la scuola” prosegue. “Per questo – spiega -, insieme ai presidenti di Veneto e Friuli Venezia Giulia, Zaia e Fedriga, due regioni vicine e in fascia gialla come la nostra, abbiamo concordato ordinanze regionali con misure ulteriormente restrittive, per evitare gli assembramenti, situazioni a rischio che non ci possiamo assolutamente permettere, per non favorire la diffusione del contagio”.

“Ogni misura presa, a livello nazionale e regionale, è a tutela della collettività, non ci sono pagelle o colori punitivi o premiali- chiude Bonaccini-, ma solo lo sforzo del Paese di gestire la crisi ed uscirne definitivamente quando sarà disponibile il vaccino chiesto al Governo”.

Sentite cosa dice Massimiliano Fedriga. “Ci sono indici di trasmissione simili e una diffusione del virus consistente, ma anche perché sono territori confinanti e quindi era necessario trovare misure uniformi”, spiega il presidente del Friuli Venezia Giulia. “Le ordinanze ce le scambiavamo anche prima, poi ognuno la adattava al proprio territorio: è utile avere un coordinamento”.

Ora, una semplice domanda. Ma la Lombardia, corre sempre da sola? La Liguria? Il Piemonte? Per quanto sia vero che le tre regioni delle ordinanze concertate abbiano un quadro simile tra loro, è pur vero però che non si vede una strategia comune precedente alla seconda ondata nella macroregione del Nord. Eh sì che in tempo di guerra non dovrebbe essere così.

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