“Il primo caso in Italia di infermiere gia’ vaccinato che muore a causa del Covid rischia di mettere in discussione tante asserite certezze. Chiediamo l’apertura di una commissione di inchiesta. Chiediamo lumi in merito alla terza dose per gli operatori sanitari”. Lo scrive in una nota stampa Antonio De Palma, presidente del Nursing Up in riferimento caso di Gabriele Napolitano, ex infermiere campano, vaccinato con doppia dose e morto, positivo al Covid, in ospedale a Sassari mentre si trovava in Sardegna con i suoi familiari. Il sindacato autonomo degli infermieri chiede che sulla vicenda sia fatta la piu’ totale chiarezza.
“Ci rivolgiamo pubblicamente al ministro della Salute, al Commissario all’emergenza e al presidente delle Regioni – si legge nel comunicato del Nursing Up -. Chi tutela quegli operatori sanitari gia’ vaccinati, esposti ogni giorno al rischio di un nuovo contagio, ora che la tragica morte del collega prova la fallacita’ di quelle tesi che sostengono che, di fronte ad una eventuale nuova-infezione, i soggetti gia’ vaccinati non corrono il rischio di conseguenze tanto gravi sino al decesso? La notizia del decesso di un infermiere, di un uomo prima di tutto, di un nostro collega, ex dipendente dell’Azienda dei Colli, a Napoli, per altro gia’ vaccinato con due dosi di Pfizer, e colpito mortalmente dal virus Covid-19, ci amareggia, e ci lascia nello sconforto. Come sindacato – prosegue – che ogni giorno lotta fianco a fianco degli operatori sanitari, fatti gravissimi come questo ci chiedono a gran voce di far luce su cio’ che accade. Sentir dire che era tutto previsto, liquidare la vicenda come qualcosa di meramente programmato, di tristemente sfortunato, ci fa indignare non poco. Non solo e’ morto un infermiere, ma e’ sotto gli occhi di tutti, a 18 mesi dall’inizio dell’emergenza e nonostante la tanto decantata campagna vaccinale, che il rischio di decessi per chi e’ gia’ stato vaccinato con due dosi, non e’ certo inesistente”. (Rsc) NNNN