Moratti: Braccia aperte alla Lega bossiana. E Ciocca: Errore centrodestra aver perso Letizia

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Nel giorno dell’evento del Comitato Nord al castello di Giovenzano con Bossi, Angelo Ciocca e Paolo Grimoldi, irrompono le dichiarazioni di Letizia Moratti e lo stesso Ciocca. Ecco le parole che aprono più una breccia.

‘Braccia aperte” alla Lega bossiana. Intervistata da La Stampa, Letizia Moratti, si dice pronta ad accogliere un pezzo della Lega di Umberto Bossi, qualora voglia appoggiarla per la corsa alla presidenza della Lombardia alle prossime regionali. ”Penso -dice- che all’interno della Lega il livello di insofferenza verso la deriva politica centralista del movimento sia lato. Per esempio, ha un ruolo di rilievo il tema dell’autonomia, argomento per quale sarebbe ora di svegliarsi”. Per Moratti ”se mail è il centrodestra ad aver tradito se stesso, snaturando la sua storica vocazione a rappresentare il mondo moderato”. Moratti si ”aspetta voti da sinistra’.

“Sto registrando molti malesseri, nella Lega e nel centrodestra in vista delle elezioni regionali in Lombardia. Ritengo un grave errore aver perso un vicepresidente come Letizia Moratti a pochi mesi dal voto”. A sostenerlo è Angelo Ciocca, eurodeputato pavese della Lega, intervistato dal settimanale ‘Il Ticino’. Oggi Ciocca è con Umberto Bossi al castello di Giovenzano (Pavia) per il primo incontro pubblico del Comitato Nord. “Non si può chiamare una figura di prestigio come Letizia Moratti, affidarle la delicata questione della pandemia e delle vaccinazioni, che ha gestito al meglio, e poi perderla come è avvenuto – afferma Ciocca -. E’ mancato il dialogo”. “In Lombardia abbiamo dimezzato i voti e i militanti – sostiene ancora -. E’ una realtà con la quale dobbiamo fare i conti. Purtroppo nel partito c’è chi non se ne accorge o non vuole rendersene conto: ma continuando su questa linea, faremo la fine dell’orchestrina che continuava a suonare mentre il Titanic andava a fondo. Nel giugno scorso la Lega è scesa in Lombardia da 9mila a 5mila tesserati: è come se una squadra di calcio avesse dimezzato i propri tifosi. Alle elezioni politiche del 25 settembre non siamo più risultati il primo partito in regione, lasciando il primato a Fratelli d’Italia che ci ha addirittura doppiato. A quel punto Bossi si è detto e ci ha detto: abbiamo il dovere di salvare la Lega”. “Siamo passati da essere un partito ‘nordista’ a una forza politica nazionale – sostiene ancora Ciocca -: però, se siamo onesti, questa mutazione era stata accettata per soddisfare, prima di tutto, i bisogni del Nord. Potevamo considerarla una strategia alla Machiavelli: il fine giustifica i mezzi. Purtroppo i mezzi hanno avuto la prevalenza sul fine nordista, sacrificato di fronte alle esigenze centraliste e sudiste. Così la Lega si è snaturata, e siamo diventati la brutta copia di altri partiti”.

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