Miozzo (Cts): se non si rispettano le regole tra 15 giorni è lockdown generale

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“Ho letto di tutto, soprattutto analisi totalmente errate e disorientanti di pseudo esperti che hanno evidentemente la sfera di cristallo e la bacchetta del mago Merlino proponendo soluzioni magiche a problemi estremamente complessi. Che siano i politici a criticare le indicazioni del Cts mi sembra quasi legittimo, è nel pieno diritto. Che siano dei tecnici a dire cose inesatte e fuorvianti è molto meno legittimo”.

Lo afferma Agostino Miozzo, l’esperto della Protezione Civile che coordina il Comitato tecnico scientifico, in una intervista al Corriere della Sera.

Ma il messaggio che lancia è un altro.

”Fra due settimane sapremo se abbiamo raggiunto il limite non compatibile e si deve passare ad un intervento più radicale come quello che abbiamo già dolorosamente sperimentato a marzo e aprile. Solo con il rispetto rigoroso delle regole, il lockdown potrà essere ricordato come una brutta esperienza del passato”.

”Imputare al Cts responsabilità di una situazione figlia delle sofferenze imposte al sistema sanitario italiano nei decenni passati è, non solo scorretto, ma direi disonesto – prosegue MIOZZO -. Dov’ erano questi esperti di gestione delle emergenze dell’ultima ora, quando venivano tagliati ospedali pubblici e letti di terapia intensiva, quando la politica penalizzava il sistema di sanità pubblica? Non ricordo le voci di questi nuovi urlatori di professione alzarsi forti per denunciare i tagli”.

”Il Dpcm – spiega – risponde alla situazione attuale del Paese che è in rapidissimo peggioramento. Le stesse misure le ha adottate oggi la Germania. Noi dobbiamo orientare i comportamenti dei nostri concittadini al rispetto rigoroso del distanziamento, alla riduzione di tutti i contatti a rischio, alla limitazione di tutte le possibili occasioni di contagio. È la gradualità di comportamenti da mettere in atto come ultimo tentativo per evitare la ben più dolorosa decisione del lockdown generale”. 

E sulla capienza del trasporto pubblico precisa: “Dal 18 aprile chiediamo di ‘attuare ogni misura per ridurre i picchi di utilizzo del trasporto pubblico'”, “i verbali dimostrano che lo abbiamo scritto per ben 20 volte solledtando, a più riprese, un nuovo concetto di mobilità”.

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