MILANO – Paragone: Con Grande Nord parliamo la stessa lingua nella sfida per le amministrative

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Chi lo avrebbe mai detto. Eppure la politica è l’arte del possibile. Ed ecco allora che sul campo di Milano, terra di avanguardie e sperimentazioni che anticipano la politica nazionale, nella corsa della lista Paragone Sindaco, il movimento federalista e autonomista Grande Nord sosterrà e parteciperà alla lunga campagna per Palazzo Marino accanto al senatore fondatore di Italexit. Stamane in conferenza stampa con un altro fondatore, Roberto Bernardelli, patron di Grande Nord, con Davide Boni, responsabile lombardo e il suo omologo, Massimo Zanello, per il movimento di Paragone, è stato illustrato alla stampa il cammino comune per aprire una breccia sul muro del partito unico “destra-sinistra” che a Milano ha volti diversi, ricordano i presenti, ma medesime ambizioni, senza portare nulla di nuovo.

Qui per riascoltare https://www.facebook.com/GrandeNordUfficiale/videos/850663545560352/

“E’ un esperimento politico, Milano è pezzo di un laboratorio – ha spiegato Paragone nella sala del The Square a Milano davanti alla stampa-. Questa convergenza ha due binari, il primo è l’identità. Milano sta diventando una creatura in mano a player globali senza identità. Per loro essere qui o a Hong Kong o altrove è la stessa cosa.Di Milano non gliene importa nulla. L’altro binario è il fisco. E’ il grande tema che su porta dietro la ripartenza. Se non scommettiamo sulle nostre aziende è finita. Oggi dobbiamo misurarsi con E-commerce, Uber…. global tax al 15% poi noi però non possiamo fare la local tax! E’ una presa in giro. Per non parlare dei mercati, degli ambulanti, su cui grava la Bolkenstein, così come i balneari. Non se ne parla più, in virtù di un pacchetto di scambio, i soldi dell’Europa in cambio di ciò che decide l’Europa. Poi c’è la questione casa. Un volta la piccola impresa se c’era bisogno metteva la casa sul tavolo come “ipoteca” per investire, per avere credito. Oggi c’è disparità tra i grandi e i piccoli. Non parliamo di boschi verticali, non ce ne frega nulla! La casa, quella vera, dei sacrifici, è ciò che ha permesso alla microimpresa di essere solida, nel paradigma casa-lavoro. Oggi invece la casa è sotto attacco così come il lavoro. Grande sfida, infine – ha spiegato Paragone – è la sanità. Devono dirci se vogliono fare delle scuole apartheid, dove entri se hai il vaccino altrimenti no, perché così si rompe l’equilibrio delle famiglie e dei ragazzi. E dal candidato sindaco pediatra io voglio sentire parole chiare, se cioè vuole introdurre il vaccino obbligatorio per i bambini perché possano andare a scuola. La politica, mi pare, affronta il problema come atti amministrativi. Va affrontata la questione sanità a tutto tondo. Va affrontata l’ostilità verso le terapie domiciliari, di cui non si parla, va chiarito cosa sia accaduto da un anno a questa parte, se ci sono stati approcci fanatici e sbagliati”.

Per concludere, Paragone fa un richiamo ancora alle identità territoriali delle città, che non ha periferie ma quartieri appunto dove si esprime la vita. “I quartieri sono centrali anche fuori dalla cerchia ztl! Con Grande Nord parliamo la stessa lingua su una sfida che è amministrativa”. La partita è aperta. A Milano tutto e il suo contrario è possibile.

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