Metà delle Regioni con almeno un comune sciolto per mafia

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Il 20 e 21 settembre tra i Comuni che vanno al voto ce ne saranno molti che arrivano da un commissariamento o da uno scioglimento per mafia.

Dal 2010 sono stati circa 2.000 gli scioglimenti di comuni per i diversi motivi, da quelli politici (dimissioni del sindaco o dei consiglieri), a motivi di bilancio fino al caso più traumatico, le infiltrazioni della criminalità organizzata, fa sapere la fondazione Openpolis.

Nel corso dell’estate – tiene a precisare la fondazione – si sono registrati tre nuovi commissariamenti per infiltrazioni criminali.

“Il 28 luglio il consiglio dei ministri ha deliberato il commissariamento per infiltrazioni mafiose del comune di Partinico (Palermo), sulla base delle conclusioni della commissione di accesso istituita a gennaio. Il 7 agosto 2020 è stato deliberato il commissariamento dei comuni di Cutro (Crotone) e Sant’Eufemia d’Aspromonte (Reggio Calabria). Tutti e tre i comuni erano stati sciolti nei mesi precedenti per dimissioni del sindaco“.

Attualmente i comuni sciolti sono 271, includendo anche quelli commissariati a seguito di elezioni non valide nel precedente turno elettorale. A questi si aggiungono le aziende sanitarie calabresi commissariate ai sensi della legge n. 60 del 2019 e per infiltrazioni mafiose, rammenta Openpolis.

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