Mentre Di Maio elimina quarantena da GB, Londra preoccupata per ripresa viaggi per diffusione variante indiana

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L’Italia allenta, mentre la Gran Bretagna alza bandiera rossa. Così il governo:  “Al termine dell’ultimo tavolo con il Ministro Roberto Speranza della scorsa settimana, avevamo preso un impegno chiaro: riaprire in sicurezza ai turisti stranieri. Oggi, con le due ordinanze del ministero della Salute, manteniamo questa promessa. Dal prossimo 16 maggio, con tampone negativo, non ci sarà più la mini quarantena per i movimenti dai Paesi Ue, dall’area Schengen, dal Regno Unito e da Israele”. Così su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Cambia il clima oltremanica. I piani di riapertura dei collegamenti internazionali annunciati dal governo potrebbero portare a nuove varianti in grado di provocare ulteriori ondate pandemiche nel Regno Unito. A sottolinearlo sul British Medical Journal gli scienziati del King’s College di Londra, che hanno valutato l’impatto dei viaggi e delle riaperture in Inghilterra. Il team sottolinea l’importanza di procedere con cautela nella ripresa dei voli internazionali, che dovrebbero implementare delle limitazioni in base alla situazione della diffusione della pandemia nel paese di destinazione o di arrivo dei viaggiatori. Allo stesso tempo i ricercatori evidenziano l’importanza di ridurre il traffico aereo per favorire il recupero ambientale e affrontare l’emergenza climatica. “Covid-19 – affermano i virologi Jangu Banatvala e Deenan Pillay – potrebbe essere endemico nel prossimo futuro. Gli scenari di modellazione matematica prevedono il potenziale per un’ulteriore ondata di infezioni nel Regno Unito entro la fine dell’anno”.

I viaggi dovrebbero pertanto essere monitorati il piu’ possibile per evitare la diffusione di nuovi ceppi. “Finche’ la campagna di vaccinazione non sara’ ultimata – aggiungono – sarebbe negligente abbandonare tutti i tentativi di limitare la trasmissione di varianti potenzialmente piu’ pericolose. Dobbiamo inoltre considerare la minaccia alla salute pubblica rappresentato dal cambiamento climatico”. “E’ necessario ridurre il traffico aereo – concludono – per far fronte ai rischi pandemici e climatici”. 

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