Mentana: correlazione tra scandalo bonus e referendum? No. Dobbiamo ridurre stipendi, non parlamentari

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di Davide Parente – Enrico Mentana commenta alcune suggestioni, condivise da molti cittadini, sulla possibilità di aver creato uno “scandalo ad hoc” per facilitare la riuscita del referendum per il taglio del numero di parlamentari. Lo fa scrivendo su Facebook, allontanando l’ipotesi dalla realtà di una legge scritta male e frettolosamente.

Qui il suo post:

Vedo che si tenta una correlazione tra scandalo dei bonus Inps dei tre deputati e referendum sulla riduzione dei parlamentari. Premesso che il referendum riguarda una legge votata alla fine da tutte le forze della maggioranza e da quelle del centrodestra, non c’è nessun nesso tra il caso dei furbetti e la riduzione degli eletti. La legge non prevede tagli “etici” (impossibili e impensabili), e in via ipotetica anche in una Camera di 400 deputati invece di 630 quei tre troverebbero posto. Lo scandalo bonus Inps – non dimentichiamolo – è stato reso possibile da un provvedimento scritto male, nella fretta di un’emergenza terribile, e che semmai il parlamento ha potuto solo approvare a cose fatte, visto che si trattava di un decreto, peraltro sigillato con la fiducia.
La vicenda piuttosto dimostra che il problema vero non è il numero dei parlamentari, ma quanto guadagnano, molto più dei loro colleghi degli altri parlamenti europei. Visto che il rischio della legge sul taglio dei parlamentari è che si cancellino le rappresentanze di forze e territori, col senno di poi viene da pensare che sarebbe stata più efficace, a parità di risparmio, una legge che prevedesse, invece del taglio di un terzo dei parlamentari, una riduzione della stessa ampiezza dei loro stipendi..

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