Ma ancora ci sono questionari di Comuni e Regioni in cui si chiede “Quanto ti vergogni del tuo familiare disabile?”. Chiarini, Confad: Chi deve avere davvero vergogna?

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di Roberto Pisani – In una scala da zero a quattro. Quanto ti vergogni del tuo familiare? Quanto risentimento provi nei suoi confronti? Quanto non ti senti a tuo agio quando hai amici in casa?

Queste sono tre domande presenti in un questionario che il Comune di Nettuno, ma non solo, ha sottoposto ai Caregiver Familiari al fine di stilare una classifica per ottenere i fondi necessari per il loro sostentamento.

Questa vicenda, che definire scandalosa ed imbarazzante è riduttivo, non è assolutamente passata inosservata alla CONFAD, coordinamento nazionale famiglie con disabilità, che attraverso il suo presidente, dottor Alessandro Chiarini, ha immediatamente emesso un comunicato di denuncia, che alleghiamo integralmente. 

“Sembra impossibile che nel 2022 si possa ancora solo pensare di sottoporre a famiglie che già soffrono emotivamente, e non solo, una situazione come questa. Mai più mi sarei aspettato di leggere un questionario di questo tenore emesso da un’istituzione. 

Sinceramente poco conta quale sia la testa che abbia partorito tal documento che giudicare indegno è poco, ma la cosa è ancor più grave se si considera che vi sono enti che l’hanno fatto loro e, in qualche modo, avvallato, come appunto il Comune di Nettuno…. (…).

Trovo altresì scandaloso che la politica, la stessa che sventola bandiere di vittoria per i biliardini e che vorrebbe le centrali nucleari in centro a Milano, cavalcando in questo modo la paura di una grave crisi energetica, come se ci volesse qualche settimana per costruirne una e metterla in funzione, la stessa politica, peraltro, che condannava le trivelle perché avrebbero allontanato i turisti, non trovi il tempo, la capacità e la voglia di risolvere queste annose questioni che assillano le famiglie con persone diversamente abili in casa.

Il solo  pensare di stilare un questionario del genere significa ragionare con una mentalità retrograda (…)“. 

Da notizie stampa si apprende che il Comune ha ritirato poi il questionario che, in realtà, è diffuso anche in altri ambiti territoriali.

Il Comune ha precisato che il test è “inserito nelle linee guida regionali ed utilizzato da altri Comuni della regione nonché in altre regioni d’Italia” ed “è stato recepito dal distretto socio sanitario territoriale prima di essere sottoposto alle famiglie”.

“Il questionario CBI – evidenzia ancora il Comune in una nota ripresa dall’Ansa – è uno strumento scientifico indicato dal punto 8.d della Delibera di Giunta Regionale n. 341 dell’8 giugno 2021 tra i possibili strumenti da utilizzare da parte dei Comuni e consiste in una modalità di autovalutazione (percezione soggettiva dello stress), semplice ma efficace, riferita a cinque differenti aspetti della condizione di caregiver familiare: carico oggettivo, psicologico, fisico, sociale ed emotivo (percezione soggettiva). L’obiettivo è quello di individuare idonee misure di sostegno per le famiglie interessate”. 

Il Comune di Nettuno fa quindi sapere di avere “immediatamente sospeso la somministrazione del questionario per un approfondimento con il competente Dipartimento della Regione Lazio”.

Presidente Chiarini questa vicenda ha suscitato un sentimento che va dall’indignazione allo scoramento. Sembrava di leggere un questionario scritto un secolo fa in un’epoca buia della nostra storia. Ma è mai possibile che nel 2022 si possa arrivare ad una situazione del genere? 

“Purtroppo sì, dobbiamo ancora oggi registrare un’ ennesima dimostrazione di scandalosa insensibilità, da parte di chi evidentemente ha ripreso pedissequamente un questionario vecchio di 30 anni e indirizzato al mondo delle demenze senili e lo ha distribuito senza un minimo di assennatezza. Purtroppo la nostra società di riempie la bocca della parola “inclusione”, ma nei fatti ciò resta lettera morta. Tant’è vero che noi di Confad avevamo distribuito un questionario ai caregiver familiari, nel corso della fae 1 e 2 della pandemia, registrando che il 92% si sentono poco o per nulla supportati dalle Istituzioni  e dagli enti locali di riferimento”.

La politica non da risposte alle necessità delle persone. Secondo lei più incapacità o più impreparazione? 

“Potremmo dire entrambe, sullo sfondo di una dinamica parlamentare sempre più difficile, dove i “giochi” passano attraverso le stanze del governo, più che in quelle del parlamento”. 

Argomento inerente a questo: cosa ne pensa della legge cosiddetta “dopo di noi “?

“E’ una legge scarsamente finanziata, sulla quale si sta operando in modo assolutamente  inadeguato alle premesse”.

A questo punto come vede il futuro e quali saranno i prossimi passi della vostra associazione?

“Siamo impegnati in iniziative che ci vedranno seguire alcuni temi importanti, fra i quali la battaglia per il superamento delle discriminazioni delle famiglie con disabilità a seguito dell’ introduzione dell’ assegno unico e universale, l’ esonero della rendicontazione di tutori e amministratori di sostegno quando sono cergiver familiari, ed in generale per tutto ciò che concerne i diritti e le tutele dei caregiver familiari, che rivendichiamo da tempo e che ancora oggi non hanno trovato adeguata risposta dalla classe di governo”.

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