L’ultima di Montanari: inoculano intrugli

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 “Premetto che del caso di Genova non so nulla, ma posso dire che è la prassi ormai che quando una persona viene vaccinata e poi muore è sempre colpa di qualcos’altro”. Lo afferma all’Adnkronos il farmacologo Stefano Montanari, noto per le sue posizioni no vax, commentando la morte della 18enne di Sestri Levante (Genova), dopo aver fatto il vaccino Astrazeneca il 25 maggio scorso. “Tutto quello che si sta facendo in merito ai vaccini, ritengo sia sbagliato dal punto di vista farmacologico. Si continua a parlare di vaccino, ma vaccino non è, è un intruglio – aggiunge Montanari – non sono vaccini dato che non contengono il patogeno che è la caratteristica di base di un vaccino. E per questo non è neanche esatto dire che si è vaccinati, perché di fatto non è così”. “Tutte queste somministrazioni sono fuori dalla buona pratica medica – continua Montanari – perché prima di iniettare un qualsiasi farmaco bisogna essere certi che la persona ne abbia realmente necessità, che non sia già immune, bisogna controllare la persona che non sia allergica al farmaco o altre sostanze. E poi i luoghi dove vengono eseguite le somministrazioni devono essere attrezzati per eventuali rianimazioni, le farmacie, per esempio, sono attrezzate? Questi vaccini vengono fatti alla cieca. Poi un’ultima domanda, perché non posso avere un campione di vaccino, sigillato, per poterlo analizzare? Lo aspetto da tempo, perché è vietato analizzare i vaccini?”.

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